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STATISTICHE
STATISTICHE
BIOGRAFIA
BIOGRAFIA
Vince Carter
Stagione
Partite Giocate
10
Media Punti
18.7
Media Rimbalzi
4.5
Media Assists
2.2
Nato il:
Gennaio 26, 1977
Altezza:
6'6"
Peso:
220
Media Stagionale
Stagione
Squadra
G
GS
MPG
FG%
3p%
FT%
OFF
DEF
RPG
APG
SPG
BPG
TO
EPG
PPG
ORL
10
9
30.4
0.412
0.383
0.933
0.6
3.9
4.5
2.2
0.6
0.6
1.7
11.500
18.7
Ultime 5 partite
Data
Avvers.
Risultato
MIN
FGM-A
3PM-A
FTM-A
OFF
DEF
REB
AST
STL
BLK
TO
EFF
PTS
11/22
vs.
TOR
V 104 - 96
35
9 - 24
0 - 5
6 - 6
1
7
8
2
0
0
1
18
24
11/20
vs.
BOS
V 83 - 78
39
10 - 29
2 - 7
4 - 4
0
6
6
6
0
2
6
15
26
11/18
vs.
OKC
V 108 - 94
27
6 - 13
2 - 5
4 - 4
0
6
6
0
1
2
1
19
18
11/16
vs.
CHA
V 97 - 91
34
5 - 12
3 - 5
2 - 2
2
2
4
2
1
0
2
13
15
11/13
vs.
NJN
V 88 - 72
35
5 - 12
3 - 6
1 - 1
1
4
5
1
0
0
2
11
14
Vince Carter
Vincent Lamar Carter è nato il 6 gennaio 1977 è un giocatore dei New Jersey Nets; è famoso per le sue spettacolari schiacciate, ed è anche considerato una delle guardie tiratrici migliori della storia.
Carter, nato a Daytona Beach in Florida è stato un McDonald’s All-American nel 1995 dalla Mainland High School. Dopo il liceo, Carter gioca per tre stagioni alla University of North Carolina, prima di entrare draft NBA 1998. Carter è diventato estremamente popolare nei suoi primi anni di NBA, soprattutto in virtù della sua grande abilità atletica, messe in mostra alla gara delle schiacciate del 2000, durante la quali ha gareggiato contro il suo cugino Tracy McGrady. Ha condotto la franchigia dei Toronto Raptors ad un buon livello, conducendoli anche ai playoff per tre anni consecutivi. Nel 2004 è stato mandato ai New Jersey Nets, la squadra per la quale gioca tutt’ora. Fino al 2006, Carter è sempre risultato tra i primi nelle votazioni come All-Star.
Carriera al college
Nel 1995, Carter ha cominciato a giocare al college a North Carolina sotto Dean Smith e dopo Bill Guthridge. Durante la stagione 1997-1998, è stato un membro del “quintetto a sei” di Bill Guthridge, insieme a Antawn Jamison, Shammon Williams, Ed Cota, Ademola Okulaja e Makhtar N’Diaye. Durante quella stagione, la sua ultima di college, ha tentuo medie di 15.6 punti, 5.1 rimbalzi a partita con medie del in carriera di 12.3 punti, 4.5 rimbalzi.
Carter è stato anche un pionere dei siti Internet, quando nel 1995 è stato uno dei primi giocatori ad avere un sito Web personale.
Nella NBA
Nel 1998, Carter venne selezionato dai Golden State Warriors con la quinta scelta assoluta, e viene poi scambiato con i Toronto Raptors in cambio di Antawn Jamison, il suo compagno al college e migliore amico. La stagione da Rookie di Carter del 1999 è stata il lockout da sole 50 partite, ma ugualmente Vince ha vinto il premio di Rookie of the Year. L’anno seguente, Carter è stato selezionato per la squadra All-Star per la prima volta, e ha messo in mostra le sue incredibili doti atletiche e come schiacciatore nello Slam Dunk Contest. Ha vinto la gara dopo aver completato incredibili numeri quali un windmill 360°, una schiacciata facendosi passare la palla tra le gambe, e addirittura un’affondata infilando il gomito nel canestro. Benché non abbia mai preso di nuovo parte alla competizione, Carter venne votato per la selezione dell’Est più volte dai tifosi.
Durante le prime due stagioni di Carter, lui e il suo compagno di squadra nonchè futuro All-Star Tracy McGrady formarono una delle coppie più forti della Lega, ma vennero spazzati via dai Knicks nel primo turno di playoff del 2000. Quando McGrady ha lasciato per andare agli Orlando Magic la squadra rimase nelle mani di Vince.
La mattina di gara 7 di semifinali di Eastern Conference del 2001, il 20 maggio, Carter viene presentato con la maturità a UNC. Durante la partita, Carter sbaglia il tiro della vittoria con 2 secondi alla fine, segnando solo 6 dei suoi 18 tentativi dal campo.
Durante l’estate del 2001, Carter firma un contratto per 94 milioni di dollari per sei anni con i Raptors. Inoltre, Carter annuncia che intende organizzare una partita di beneficenza giocata con altre stelle NBA all’Air Canada Centre di Toronto il 3 agosto 2001. Il successo della partita convince Carter a ripetere l’evento.
Durante la partita delle stelle del 2003, con grande attesa del pubblico, Carter decide di rinunciare al suo posto in quintetto per lasciarlo a Michael Jordan, allora ai Washington Wizards, concedendogli la partenza per il suo ultimo All-Star Game.
Continuando la sua carriera in maglia Raptors, il gioco di Carter transita più sul ruolo di tiratore che di penetratore. Era evidentemente uno stile in contrasto con il rinomato repertorio di Carter a base di schiacciate ad altissime quote e giocate spettacolari in prossimità del canestro. Insieme alla crescente difficoltà di Carter nel giocare con i tendini del ginocchio indeboliti, questo cambio di gioco ha messo in discussione la sua tenacia come giocatore. La sua disciplina venne anche criticata, in seguito ad una stagione da appena 15.9 punti a partita nel 2004-05, prima del suo eventuale scambio. Carter diventava sempre più frustato con il management della squadra, e quando la squadra non rispetto l’accordo preso con Carter di cambiare dirigenza, il 22 novembre 2004, egli rispose alle richieste del pubblico dicendo: “Io non voglio più schiacciare.”
A fine dicembre 2004, Carter venne accusato di aver avvisato gli avverari Seattle SuperSonics del prossimo gioco dei Raptors, urlando: “Un flare! È un flare!” Tuttavia, non vennero prese ulteriori decisioni, e le accuse furono definite infondate. Alcune fonti suggeriscono che Reggie Evans dei Sonics, il giocatore che ha raccontato questa storia, ha ritirato le sue dichiarazioni dicendo che Carter non ha mai fatto affermazioni per sabotare la sue squadra.
Carter rese chiara la sua intenzione di voler lasciare i Raptors alla fine della stagione 2003-04. Il 17 dicembre 2004, il GM dei Raptors Rob Babcock decise di scambiare Carter con Alonzo Mourning, Eric Williams e Aaron Williams per mandarlo ai New Jersey Nets, più due scelte del primo giro nel futuro draft. Lo scambio ai Nets, insieme alla crescente difficoltà di Carter nel giocare nella squadra, ha porso fine alle partite di beneficenza di Carter a Toronto.
Nel gennaio del 2005, Carter afferma durante un’intervista televisiva con John Thompson della TNT che non aveva dato molto impegno negli ultimi mesi con i Raptors. Quando gli viene chiesto se ha sempre giocato al massimo, Carter risponde che “negli ultimi anni, non è stato così. Sono fortunato di avere talento a sufficienza da potersi permettere di non impegnarsi.” Tuttavia, è stato dimostrato in seguito che le dichiarazioni erano false. Lo stesso Thompson ha poi rivelato che “il ragazzo non mi ha mai detto che voleva semplicemente smettere. Penso fosse più incline a migliorare, come tutti noi.”
Mesi dopo l’intervista alla TNT, Carter ritorna a Toronto come membro dei Nets, il 15 aprile 2005, e segna 39 punti contro il pubblico ostile di Toronto. I tifosi lo hanno contrastato per tutta la partita, ma dopo aver vinto per 101-90, si dice che Carter abbia detto che Toronto “era ancora la sua casa”.
Carter guida i Nets all’ottavo posto ai playoff del 2005. Benché New Jersey esce al primo turno contro gli Heat, Carter termina la serie con 26.8 di media, 8.5 rimbalzi e 5.8 assist, tra cui un tiro per pareggiare la partita alla fine del primo supplementare di gara 3.
Carter è tornato a Toronto l’8 gennaio 206 per la terza volta dallo scambio con I Nets, e riceve il medesimo trattamento dai fan avversari. Con New Jersey sotto 102-104, Carter segna il tiro della vittoria, su una tripla con 0.1 secondi alla fine, terminando con 42 punti e 10 rimbalzi. Carter sostiene che questo tiro sia stato il suo migliore di sempre, considerandolo l’ambiente, il valore emotivo e l’ostilità dell’arena.
Durante la stagione 2005-06, riesce a condurre i suoi a 49 vittorie in stagione, il titolo della Atlantic Division e la terza testa di serie nei playoff, con medie di 24.2 punti, 5.8 rimbalzi e 4.3 assist. I suoi Nets superano il primo turno di playoff prima di perde ai poi campioni Miami Heat in 5 gare. Carter tiene delle medie di 29.6 punti, 7 rimbalzi e 5.3 assist in 11 partite di playoff.
Il 1 febbraio 2007, Carter e il compagno Jason Kidd vengono votati per l’NBA All-Star Game del 2007. Superati da Gilbert Arenas di 3010 voti, sia Kidd che Carter fanno la loro ottava comparsa alla partita delle stelle.
In una gara ai supplementari vinta 120-114 contro i Washington Wizards, il 7 aprile 2007, Kidd e Carter diventano i primi due compagni di squadra in oltre 18 anni a mettere a referto triple doppie nella stessa partita dai tempi di Michael Jordan e Scottie Pippen dei Chicago Bulls. Carter termina con 46 punti, 16 rimbalzi e 10 assist, mentre Kidd ne mette 10 con 16 rimbalzi e 18 assist. La tripla doppia di Carter è la seconda nella storia per somma totale di punti, rimbalzi e assist, dopo quella di Alvin Adams dei Phoenix Suns di 47 punti e 18 rimbalzi.
Dopo l’eliminazione dei Nets contro Cleveland (serie persa 4-2), cominciano ad affiorare rumore di una possibile trade di Carter. Dopo che i New York Knicks e i Nets discutono su una possibile trade di Carter a febbraio (finita con la trade deadline di fine mese), le due squadre scelgono di rivedere il contratto. Carter, il cui contratto terminava il 30 giugno, annuncia che vuole un contratto triennale epr 60 milioni di dollari, di cui i Knicks vengono a conoscenza. Il 1 luglio 2007, Carter firma un contratto per 4 anni a 61.8 milioni con i Nets.
Il 24 gennaio 2008, i Nets giocano in trasferta contro Golden State. La partita viene mandata in onda su TNT, e allo spettacolo di metà partita, Magic Johnson afferma che il livello di gioco di Vince Carter è notevolmente sceso a causa dei problemi cronici alle ginocchia. Questo si rivelò essere un sospetto infondato, perché Carter si era infortunato alla caviglia in una partita contro Boston, e non venne selezionato per la partita delle stelle 2008. Fu la prima volta che Carter finì senza la convocazione per l’All-Star, ma nonostante l’infortunio alla caviglia, Carter termina con 22.7 punti, 6.6 rimbalzi e 5.1 assist. È stato uno di solo 3 giocatori, insieme a LeBron James e Kobe Bryant a tenere medie superiori ai 21 punti, 6 rimbalzi e 5 assist durante l’anno. Rod Thorn dà credito a Carter per essere diventato un leader nel periodo seguente la pausa All-Star, e sostiene che con Carter i Nets dovrebbero ritornare ai playoff l’anno successivo.
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