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STATISTICHE
STATISTICHE
BIOGRAFIA
BIOGRAFIA
Ron Artest
Stagione
Partite Giocate
12
Media Punti
12.0
Media Rimbalzi
5.0
Media Assists
4.2
Nato il:
Novembre 13, 1979
Altezza:
6'7"
Peso:
260
Media Stagionale
Stagione
Squadra
G
GS
MPG
FG%
3p%
FT%
OFF
DEF
RPG
APG
SPG
BPG
TO
EPG
PPG
LAL
12
12
34.9
0.434
0.365
0.514
1.5
3.5
5.0
4.2
1.5
0.4
2.1
12.500
12.0
Ultime 5 partite
Data
Avvers.
Risultato
MIN
FGM-A
3PM-A
FTM-A
OFF
DEF
REB
AST
STL
BLK
TO
EFF
PTS
11/22
vs.
OKC
V 87 - 62
28
2 - 7
2 - 5
1 - 2
1
6
7
3
0
0
3
8
7
11/19
vs.
CHI
V 108 - 93
34
6 - 13
2 - 4
1 - 1
4
1
5
3
3
0
1
18
15
11/17
vs.
DET
V 106 - 93
32
3 - 6
0 - 3
1 - 3
2
5
7
4
0
0
2
11
7
11/15
vs.
HOU
P 91 - 101
38
8 - 16
3 - 5
3 - 6
1
5
6
2
3
0
1
21
22
11/13
vs.
DEN
P 79 - 105
24
4 - 11
3 - 6
0 - 0
2
1
3
6
1
0
2
12
11
Ron Artest
Ronald William Artest, Jr. (nato il 13 novembre 1979) è un giocatore degli Houston Rockets. Artest si è guadagnato una reputazione tra i migliori difensori dell'NBA, vincendo il titolo di NBA Defensive Player of the Year nel 2004. Tuttavia è un giocatore controverso, conosciuto anche per essere stato protagonista di una rissa nella partita tra Indiana Pacers e Detroit Pistons.
Artest è nato e cresciuto a Queens, quartiere di New York. Giocò alla La Salle Academy e alla St.John's University. Nel 1999 raggiunse la Elite 8 con i Redstorm, perdendo poi contro Ohio State.
Chicago Bulls
Artest fu selezionato dai Chicago Bulls con la 16esima scelta nel draft NBA del 1999. Nella stagione 1999-2000 fu nominato nel quintetto Schick All-Rookie. In due stagioni e mezzo a Chicago registrò medie di 12.5 punti, 4.2 rimbalzi, 2.9 assist e 2 palle rubate a partita.
Mentre giocava per i Bulls, Artest era il giocatore di Chicago preferito da Michael Jordan.
Indiana Pacers
Nel 2002, Artest passò ai Pacers, insieme a Ron Mercer, Brad Miller e Kevin Ollie, in cambio di Jalen Rose, Travis Best, Norman Richardson e una scelta del secondo round al draft. Artest giocò la sua migliore stagione nel 2003-2004, con medie di 18.3 punti, 5.7 rimbalzi e 3.7 assist a partita. Giocò come riserva all'All-Star Game del 2004 e fu nominato Defensive Player of the Year.
Rissa Pacers-Pistons
Il 19 Novembre 2004, Artest fu protagonista di una delle pagine più brutte della storia del basket.
La partita si giocò a Auburn Hills, nel Michigan, tra i Pacers di Artest e i Detroit Pistons. La rissa scoppiò quando Artest fece un fallo sul centro dei Pistons Ben Wallace, impedendogli di tirare. Wallace, avendo subito un duro fallo a partita ormai decisa (i Pacers vincevano 97-82), rispose spingendo Artest, scatenando una litigata di fronte al tavolo dei giornalisti. Quando Artest si sdraiò sul tavolo, John Green, un fan dei Pistons, tirò un bicchiere pieno di birra ad Artest, il quale corse subito sulle prime file del palazzetto e aggredì il tifoso che credeva essere il responsabile. Questo portò ad ulteriori scontri tra i tifosi dei Pacers e quelli dei Pistons. Tornato sul campo da gioco, Artest colpì con un pugno A.J. Shackleford, tifoso dei Pistons, che probabilmente aveva detto qualche parola di troppo ad Artest. Tutto questo portò alla sospensione della partita con meno di un minuto sul cronometro. Il giorno dopo la partita, i compagni di Artest Jermaine O'Neal e Stephen Jackson furono sospesi a tempo indeterminato, insieme a Ben Wallace.
Il 21 novembre, la NBA stabilì la sospensione di Artest per il resto della stagione (mancavano 73 partite più gli eventuali playoff). Questa è stata la più lunga sospensione non correlata a droga o scommesse della storia dell'NBA. Altri 8 giocatori (4 dei Pacers e 4 dei Pistons) furono sospesi per un periodo che andava da 1 a 30 partite. I giocatori dei Pacers coinvolti furono anche multati e costretti a fare servizio civile. Numerosi tifosi furono accusati e fu impedito loro di partecipare ad eventi del Palace di Auburn Hills per tutta la vita. Artest rinunciò a circa 5 milioni di dollari di stipendio a causa della sospensione.
Conseguenze
All'inizio della stagione 2005-2006, Artest chiese il trasferimento dai Pacers e fu inserito tra i giocatori inattivi. Questa richiesta creò una rottura con i compagni di squadra. Jermaine O'Neal dichiarò: "Ci sentiamo traditi, è una mancanza di rispetto" e aggiunse "La nostra collaborazione per la squadra è finita". Anche il presidente dei Pacers Larry Bird dichiarò di sentirsi "tradito e deluso".
Il 24 gennaio 2006, fonti della NBA confermarono il trasferimento di Peja Stojakovic ai Pacers in cambio di Artest. Tuttavia, prima del completamento dello scambio, molte fonti giornalistiche riportarono che Artest non voleva andare a Sacramento. Secondo l'agente di Artest, la richiesta di trasferimento del suo cliente era stata fatta poichè rumors dicevano che Peja Stojakovic era in arrivo a Indiana, e questo indispettì Artest. Senza negare la versione del suo agente, Artest smentì le voci riguardanti il suo disappunto per il trasferimento a Sacramento, dichiarando che avrebbe giocato ovunque; non è chiaro dunque il perchè del ritardo del trasferimento, che fu completato il 25 gennaio.
Sacramento Kings
Pur entrando in squadra a metà stagione, Artest trovò presto un posto, dato che a Sacramento serviva molto un difensore. Molti pensavano che la sua personalità instabile avrebbe portato problemi, ma lavorò bene con i suoi compagni e col coach Rick Adelman. Dall'arrivo di Artest, la squadra registò un record di 14-5, miglior striscia dei Kings in quella stagione, che si piazzarono all'ottavo posto nella Western Conference. La ESPN dichiarò che "Ron Artest ha portato nuova linfa per i Kings e ha condotto la squadra al nono playoff consecutivo". Fox Sports dichiarò che "Artest ha riportato i Kings alla caccia del titolo".
Artest fu sospeso per gara 2 del primo round contro i San Antonio Spurs, a causa di un brutto fallo su Manu Ginobili (una gomitata in faccia). I Kings furono poi eliminati in 6 partite.
Dopo i playoff, Artest offrì il suo intero stipendio pur di tenere in squadra Bonzi Wells, che diventò free agent dopo la stagione 2005-06. Minacciò scherzosamente di uccidere Wells se non avesse firmato per i Kings. Alla fine Wells passò ai Rockets e fu scambiato poi per l'ex giocatore dei Kings Bobby Jackson, dei New Orleans Hornets. Artest offrì ancora il suo ingaggio per tenere il coach Rick Adelman, il contratto del quale era terminato in quella stessa stagione. Adelman e i Kings però non trovarono un accordo per l'estensione del contratto.
Houston Rockets
Il 29 luglio 2008, Artest passò ai Rockets insieme a Patrick Ewing Jr. e Sean Singletary in cambio di Bobby Jackson, Dontè Greene (recentemente scelto al draft), una scelta del primo round al draft del 2009 e un conguaglio. L'accordo fu ufficializzato il 14 agosto, perchè Greene firmò il contratto da rookie il 14 luglio. Yao Ming si dichiarò abbastanza felice dello scambio; disse che sperava che avesse messo la testa a posto e che non avrebbe mai più inseguito un tifoso sugli spalti. Come risposta, Artest disse: "Questa è la squadra di Tracy (McGrady) e Yao Ming. Non la prenderò sul personale, capisco ciò che ha detto Yao, ma io vengo comunque dal ghetto. Questo non si può cambiare. Non cambierò mai la mia cultura. Yao ha giocato con molti giocatori di colore, ma non credo che abbia mai giocato con qualcuno che rappresenti la sua cultura come io rappresento la mia."
Da allora, Artest e Yao si chiamarono spesso al telefono. Artest dichiarò inoltre che non gli interessava se avrebbe giocato come titolare o come sesto o settimo uomo. "Qualsiasi cosa Adelman decida sono sicuro al 100% che funzionerà."
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