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STATISTICHE
STATISTICHE
BIOGRAFIA
BIOGRAFIA
Gilbert Arenas
Stagione
Partite Giocate
12
Media Punti
22.5
Media Rimbalzi
4.0
Media Assists
6.3
Nato il:
Gennaio 06, 1982
Altezza:
6'4"
Peso:
215
Media Stagionale
Stagione
Squadra
G
GS
MPG
FG%
3p%
FT%
OFF
DEF
RPG
APG
SPG
BPG
TO
EPG
PPG
WAS
12
12
36.4
0.390
0.371
0.736
0.3
3.7
4.0
6.3
1.3
0.1
4.0
15.167
22.5
Ultime 5 partite
Data
Avvers.
Risultato
MIN
FGM-A
3PM-A
FTM-A
OFF
DEF
REB
AST
STL
BLK
TO
EFF
PTS
11/21
vs.
SAS
P 84 - 106
32
7 - 18
1 - 5
3 - 5
0
6
6
2
1
0
3
11
18
11/20
vs.
OKC
P 108 - 127
36
7 - 20
1 - 4
8 - 10
1
3
4
8
3
0
3
20
23
11/18
vs.
CLE
V 108 - 91
32
6 - 22
1 - 8
5 - 6
1
5
6
8
1
0
2
14
18
11/14
vs.
DET
P 103 - 106
40
7 - 18
4 - 7
1 - 2
0
6
6
10
2
1
2
24
19
11/10
vs.
MIA
P 76 - 90
42
7 - 20
3 - 7
4 - 8
0
5
5
8
3
0
12
8
21
Gilbert Arenas
Mr. Hibachi
Gilbert Jay Arenas Jr. è nato a Tampa, Florida, ma i suoi tifosi preferiscono chiamarlo semplicemente: “Agent Zero”, dal numero di maglia insolito che il giocatore dei Wizards ha scelto di indossare nell’NBA: il numero #0, appunto. Tutto nasce da un episodio della sua adolescenza: l’allenatore di Gilbert al liceo continuava a ripetergli che ‘zero’ sarebbero stati i minuti che avrebbe trascorso sul campo per Arizona, il college per cui Arenas sognava di giocare. A Washington, i fans dei Wizards hanno anche coniato un altro nickname, intonando con lui "Hibachi", dagli spalti, ogni volta che Gilbert ne mette 2 a canestro. L’espressione è stata inventata dal compagno di Gil, Brendan Haywood, che in spogliatoio, un giorno, prendendo in giro le scarse doti da cuoco di Arenas, gli ha promesso un hibachi in regalo per Natale, riferendosi a quelle padelle giapponesi molti simili ai ‘wok’ che nel Nord America i take–away orientali utilizzano per cucinare il cibo sotto agli occhi degli avventori. Da allora Gilbert, ogni volta che manda a canestro un tiro, grida: “Hibachi!”’….
”Perché non si dica che quando scendo in campo non c’è niente che bolle in pentola!”.
La scalata verso il successo
Quando Gilbert si è dichiarato al Draft NBA 2001, dopo aver disputato due sole stagioni ad Arizona, non era considerato un prospetto dal futuro brillante. Le squadre lo snobbarono per tutto il primo giro del Draft perchè gli mancavano sia i centimetri per essere una shooting-guard pura nell’NBA, sia il controllo di palla e la visione di gioco necessaria per essere una buona point-guard al Piano di Sopra. Senza ruolo definito e con una reputazione tremolante, Gilbert rimase seduto per tutto il primo round imbufalito. Poi i Golden State Warriors chiamarono il suo nome con la prima scelta a loro disposizione nel secondo giro (la 31°). E, a posteriori, anche se i Warriors non hanno vinto molto durante la permanenza di Arenas ad Oakland, Gilbert nelle 2 stagioni a Golden State ha mostrato molto più potenziale del previsto, oltre ad un’innata dose di spettacolo che gli scorre nei polpastrelli, affermandosi tra i migliori giovani talenti della Lega.
Nel 2003, al termine del suo 2° anno nell’NBA, gli viene consegnato il premio come Giocatore Più Migliorato, da mettere in bacheca accanto al premio di MVP del Rookie Game disputato nell’All Star Game del 2003.
Al termine della stagione, Arenas è tra i free-agent più richiesti della lega. Finisce per accasarsi con i Washington Wizards, stando alle voci circolanti, dopo aver letteralmente giocato a testa e croce per decidere tra Wizards, Clippers ed il rinnovo con Golden State.
Nella sua prima stagione ai Washington, Gilbert delude le aspettative, dovendo giocare tutta la stagione con uno stiramento ai muscoli addominali. Ciò nonostante, Arenas risponde l’anno successivo con una stagione da incorniciare. Divide il backcourt con la combo-guard, Larry Hughes, e la coppia diventa quella più prolifica di tutta la lega (2004-2005). Gilbert viene anche chiamato a disputare il suo primo All Star Game.
A Washington guida la squadra a 45 vittorie stagionali e soprattutto al primo viaggio ai playoff dal 1997. Guida le statistiche di franchigia per punti (25.5 a partita) e si piazza 7° assoluto tra i realizzatori NBA, oltre a chiudere con il 6° miglior record assoluto per palle rubate (3.24), poco sotto al compagno Hughes che guida la classifica nella categoria con 3.93 steal a partita.
La sua competitività, il suo modo passionale di stare in campo e una certa non convenzionalità di pensiero e stile di vita lo trasformano nell’eroe di casa per cui tutti tifano a Washington.
In gara 5 del primo turno di playoff, contro i Bulls, Gilbert manda a segno il tiro che lo inserirà di diritto nella storia della postseason NBA: un tiro in sospensione dai 16 piedi, lasciandosi cadere all’indietro, mentre la sirena intona la fine della contesa e regala la vittoria per 112-110 ai Wizards. Washington vince così la prima serie di playoff nella storia della franchigia, perdendo in semifinale contro Miami.
La stagione 2005-06
Arenas si ripete nella stagione 2005-2006, tenendo una media di 29.3 punti a partita (4° miglior record della Lega) e aggiungendoci 2 palle rubate e 6.1 assist ad allacciata di scarpe. Nonostante i traguardi personali però, né i tifosi né gli allenatori NBA lo scelgono per l’ All Star Game 2006. Gilbert riesce ad essere presente solo grazie all’infortunio ai danni di Jermaine O’Neal, ala/centro dei Pacers. Non solo: in seguito all’aggravarsi della salute di un famigliare, la guardia Raja Bell, dei Phoenix Suns, si vede obbligato ad abbandonare la Gara del Tiro da Tre; Arenas lo sostituirà, dando filo da torcere allo specialista Dirk Nowitzki.
Washington, anche nel 2006, afferra i playoff, ma si infrange contro lo scoglio Lebron James dopo un’entusiasmante guerra durata 6 battaglie.
Nell’offseason, Gilbert fa sapere alla dirigenza Wizards che è disposto a ridursi lo stipendio in modo da lasciar spazio salariale per portare a bordo i giocatori necessari per il definitivo salto di qualità.
“Voglio vincere l’anello con una maglia Wizard indosso, non mi interessa diventare ancora più ricco.”.
La stagione 2006-07
E’ in questa stagione che Arenas si costruisce la reputazione da “clutch player”, vale a dire da giocatore capace di mettere a segno i canestri quando contano.
Il 10 gennaio 2007, Arenas manda a segno sulla sirena un tiro dai 32 piedi che regala la vittoria ai Wizards sui Bucks per 108-105. Due settimane dopo, nel giorno in cui in America si ricorda Martin Luther King, Gilbert mette a segno un’altra tripla decisiva sulla sirena per la vittoria thriller (114-111) contro gli Utah Jazz. Il 22 marzo con pochi secondi sul cronometro mette a segno un layup che vale la vittoria dei Wizards sui Seattle Supersonics.
Nel 17 dicembre 2006 Gilbert fissa il suo nuovo career high: 60 punti (conditi da 8 rimbalzi e 8 assist) per regalare ai suoi la vittoria sui Lakers, in overtime, allo Staples Center (147-141). In quell’occasione Arenas diventa il Wizard ad aver segnato più punti in singola gara, meglio di quanto aveva fatto Sua Maestà Jordan con la maglia di Washington e meglio del precedente detentore del record di franchigia, Earl Monroe, con i suoi 56 punti realizzati in un’altra vittoria in overtime sui Lakers (1968).
Anche i 16 punti confezionati nel solo tempo supplementare costituiscono un nuovo record NBA, precedentemente detenuto da Earl Boykins con 15 punti realizzati in singolo overtime.
Gilbert, nel corso della stagione, non fa mistero di non aver gradito la propria esclusione dal Team USA in occasione dei FIBA World Championship 2006. Il general manager del Team USA, Jerry Colangelo, e l’assistente allenatore, Mike D’Antoni, si giustificano tirando in ballo i frequenti infortuni di Gilbert, ma diverse dichiarazioni alla stampa fanno piuttosto intendere che i due non erano rimasti soddisfatti dello stato di forma in cui Arenas si era presentato al torneo preliminare.
Gilbert ribatte sostenendo che avrebbe comunque rifiutato la convocazione, visti i pregiudizi degli allenatori, Mike D’Antoni e Nate McMillan, nei suoi riguardi. Dopo di ché, promette il “cinquantello” contro i Phoenix Suns e i Portland Trail Balzers allenati rispettivamente dai due coach. Quando affronta Phoenix manda a segno tiri dopo tiri, sottolineando ogni sua prodezza con lo sguardo alla panchina su cui siedono Colangelo e D'Antoni; arriva anche la vittoria. Contro i Blazers, invece, la promessa viene disattesa. Portland lo asfissia in difesa, tenendo Arenas a soli 9 punti, e i Wizards finiscono per perdere.
Il 30 gennaio Gilbert partecipa al suo primo All Star Game da titolare, grazie ai voti dei tifosi che gli regalano il vantaggio di un soffio su niente po’ po’ di meno che Mr. All Star Game, Vince Carter.
Purtroppo, sul finire della stagione regolare, Arenas si strappa il crociato laterale durante la partita contro i Charlotte Bobcats, quando Gerald Wallace gli rovina addosso involontariamente. I Wizards rimangono orfani di Golden Gil e anche di Caron Butler, faticando a raggiungere i playoff.
Al primo turno i Cavs li travolgono per 4-0.
Nella offseason Arenas ribadisce al Washington Post la propria intenzione di rimanere ai Wizards, ma anche la decisione di avvalersi dell’opzione di free-agent al termine del suo contratto nel 2008…
”Caso mai la dirigenza Wizards non volesse più avere a che fare con me.”.
La stagione 2007-08
Arenas disputa solo 8 partite nella stagione 2007-2008, a causa del riaggravarsi dell’infortunio al ginocchio. Tornato ad allenarsi regolarmente nel gennaio 2008, ha fatto il suo rientro sul campo il 2 di aprile contro i Milwaukee Bucks, segnando 17 punti nella sconfitta casalinga per 110-109.
10 giorni prima era scappato dagli spogliatoi infuriato, a pochi minuti dalla palla a due tra Wizards e Pistons, perché i dottori non gli avevano dato il via libera a giocare.
Il 9 aprile, obbligato precauzionalmente a sedere in panchina per non compromettere il ginocchio a pochi giorni dai playoff, ha pensato bene di fare un ingresso a sorpresa in campo, uscendo dagli spogliatoi in uniforme, a 5:30 dalla fine del 1° quarto e supplicando coach Eddie Jordan di farlo giocare. Ha finito per segnare 13 punti, dar via 3 assist, spingendo i Wizards alla vittoria sugli strafavoriti Celtics (109-95).
Riconoscimenti tecnici
Arenas è la tipica guardia dalla mentalità “prima tiro-poi passo”. Il che può non piacere a tutti gli addetti ai lavori. Va detto anche che Gilbert possiede una quantità e una qualità di conclusioni offensive da autentico fuoriclasse. La sua media di quasi 30 punti a partita, raggiunta nella stagione 2005-06, quando era in piena forma fisica, lo testimonia. Si va dalle sue scorazzate concluse con la schiacciata spettacolare, alle penetrazioni con dribbling incontenibili, fino al micidiale tiro dalla lunga distanza. Trattasi anche di ladro di palloni sopraffino; nel 2007 ha chiuso 2° nella categoria con 63 steal complessivi e una media di 2 palle rubate a partita.
La sua media alla voce assist, invece, non è così impressionante: attestandosi a quota 5.4 e senza contare il numero delle palle perse, vera pecca nella sua regia.
Anche la difesa sulla palla potrebbe migliorare, ma quanto a leadership e a giocate decisive nei momenti chiave della stagione, Gilbert non ha nulla da invidiare a nessun altra stella NBA.
Gilbertology
Per raccontare e capire meglio il personaggio Arenas non si può non parlare di “Gilbertology", termine che a Washington e dintorni tutti conoscono. Una sorta di inortodossia congenita fuori e dentro al campo che proprio il suo coach, Eddie Jordan, ha definito come “Gilbertologia”.
“Se qualcuno critica Gilbert perchè si è preso troppi tiri in una gara; in quella successiva Gil è capace di non prendere neppure un tiro per poi tirare 30 volte nella partita successiva. Questo è Gilbert, o meglio questa è la Gilbertologia!”.
Per darvi un’idea, quando era ai Warriors, Gilbert una sera si è così tanto arrabbiato per l’andamento della prima metà di gara da rientrare nello spogliatoio nell’intervallo, farsi una doccia con ancora l’uniforme addosso e poi rientrare in campo come se niente fosse.
Prima di ogni partita deve nascondere l’uniforme ad un compagno per obbligarlo a cercarla.
Il suo ex-compagno ai Warriors, Adonal Foyle, definisce Gilbert un “bizzarro marziano”; Troy Murphy si ricorda ancora di tutte le volte in cui Gilbert ha cosparso di borotalco le ciambelle per poi obbligarlo a consegnarle ai compagni.
A Washington, i compagni sono abituati nel vederlo giocare a poker on line durante gli intervalli di gara (anche se Arenas ha sempre smentito pubblicamente).
Durante le trasferte, spesso preferisce non uscire con i compagni e ritirarsi in camera d’albergo per fare shopping di ogni genere on line, dai prodotti farmaceutici per pulire il colon a stupidi gadget per la casa.
Per sua stessa ammissione, adora sdraiarsi sul divano e addormentarsi davanti alla tv, così come non si pone limiti di cibo, ma in caso di abbuffata passa la notte in palestra per smaltire gli stravizi. Si narra che una volta abbia divorato 12 cheeseburger mentre era in viaggio per il Canada con la squadra.
Nel 2006 ha accettato il ruolo di capitano rifiutato l’anno precedente.
“L’anno scorso neppure io credevo alle cose che dicevo ai miei compagni!”.
Quegli stessi compagni lo hanno ribattezzato "The Black President".
Nella stagione 2003-2004 ha provato ad auto-votarsi per l’All Star Game barattando un paio delle sue scarpe con una scatola di coupon di ballottaggio.
Ad un certo punto della sua carriera, Arenas ha iniziato a passarsi la palla attorno al torace e a fare 3 palleggi prima di tirare i liberi.
“Ho visto un sacco di bambini che copiavano la routine pre-liberi di Richard Hamilton e mi sono detto: “Ehi, che diavolo, devono copiare anche me! Così mi sono inventato questa cosa...”.
Alla partita d’apertura della stagione 2006-07, Gilbert ha fatto il suo ingresso davanti al pubblico di casa con la classica vestaglia con cappuccio dei pugili.
Durante un allenamento ha scommesso $20,000 dollari con il compagno DeShawn Stevenson che sarebbe riuscito a mandare a canestro più tiri da tre da distanza collegiale (19,75 piedi) tirando con un sola mano, di quanti tiri da tre regolamentari sarebbe riuscito a mandare a referto lui, specialista della squadra, tirando con due mani. Su 100 tentativi, Gilbert ne ha convertiti 73 vincendo la sfida con Stevenson.
Poi, uscendo dal campo, mentre DeShawn tentava l’ultimo tiro, ha commentato: “Spero che questo non influisca sulla tua fiducia al tiro domani!”.
Durante l’All Star Game del 2007, un gruppo di intrattenitori vestiti da Elvis stavano riempiendo la pausa time-out saltando sul trampolino e poi schiacciando a canestro; Gilbert si è alzato dalla panchina, ha preso la rincorsa e ha saltato sul trampolino e poi schiacciato la palla nella retina, davanti agli occhi sbalorditi di tutti i presenti. Più tardi si è scoperto che Shaq aveva scommesso con lui $100,000 dollari, convinto che Glibert non avrebbe avuto il coraggio di fare anche quello. Arenas ha poi devoluto i soldi in beneficenza.
Recentemente, Gil ha reso pubblico il proprio sostegno a Barack Obama.
“Certo che vincerà la corsa alla presidenza; fino a quando mi avrà al suo fianco vincerà. Dopo di ché, potremmo essere co-presidenti. Lui si prenderebbe cura di questioni delicate come la guerra in Iraq e tutte quelle faccende simili, mentre io mi preoccuperei di tenere occupati gli Americani, distraendoli con le mie trovate.”.
E i racconti di “Gilbertolgia” potrebbero proseguire per sempre…
Note personali
• E’ stato cresciuto dal padre-single, in Florida, dopo che la madre drogata lo ha abbandonato da piccolo.
• Il suo bisnonno era cubano.
• Ha due figli.
• Nell’estate del 2006 Gilbert è stato arrestato a Miami Beach per aver cercato di impedire alla polizia di arrestare un suo compagno, Awvee Storey, colpevole di aver bloccato il traffico.
• Il 5 gennaio 2007 Arenas ha festeggiato il suo 25° compleanno con un party costato un milione di dollari, presentato da PDiddy e a cui hanno partecipato molte celebrità
• Gilbert è amico del rapper The Game che gli ha dedicato dei ringraziamenti nel suo secondo album The Doctor’s Advocate.
• Arenas colleziona uniformi da basket e ne possiede più di 200, tra cui molte rare e autografate.
• Arenas dona $100 dollari per ogni punto che segna ad ogni partita e che devolve alle aree povere di Washington
• Ha anche adottato un bambino di 10 anni che ha perso l’intera famiglia in un incendio che ha dilaniato Washington pochi anni fa.
• Arenas ha le sue “signature sneakers”: le Adidas Gil Zero.
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