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STATISTICHE
STATISTICHE
BIOGRAFIA
BIOGRAFIA
Carmelo Anthony
Stagione
Partite Giocate
13
Media Punti
30.5
Media Rimbalzi
6.2
Media Assists
3.4
Nato il:
Maggio 29, 1984
Altezza:
6'8"
Peso:
230
Media Stagionale
Stagione
Squadra
G
GS
MPG
FG%
3p%
FT%
OFF
DEF
RPG
APG
SPG
BPG
TO
EPG
PPG
DEN
13
13
36.6
0.479
0.344
0.860
1.5
4.8
6.2
3.4
1.7
0.3
3.1
26.154
30.5
Ultime 5 partite
Data
Avvers.
Risultato
MIN
FGM-A
3PM-A
FTM-A
OFF
DEF
REB
AST
STL
BLK
TO
EFF
PTS
11/21
vs.
CHI
V 112 - 93
40
12 - 25
1 - 4
5 - 5
2
9
11
7
2
0
3
34
30
11/20
vs.
LAC
P 99 - 106
42
12 - 20
1 - 3
12 - 13
0
6
6
4
2
0
6
34
37
11/17
vs.
TOR
V 130 - 112
30
12 - 15
0 - 0
8 - 10
0
1
1
5
1
0
2
32
32
11/13
vs.
LAL
V 105 - 79
29
11 - 20
0 - 1
3 - 3
0
4
4
2
3
0
3
22
25
11/11
vs.
MIL
P 102 - 108
43
9 - 25
0 - 2
14 - 14
4
6
10
2
1
2
7
24
32
Carmelo Anthony
L’infanzia
Carmelo Kiyan Anthony è nato a Brooklyn, New York, nei malfamati Red Hook Projects. Suo padre, di cui porta il nome, è morto di cancro quando Carmelo aveva solo 2 anni. Quando ha compiuto 8 anni, Anthony e la madre si sono trasferiti a Baltimora, dai parenti materni. A suo dire è a Baltimora che ha sviluppato le proprie doti cestistiche, oltre a quelle di sopravvivenza. Kenny Minor, uno degli amici d’infanzia più cari di Anthony, ha commentato a proposito del quartiere in cui lui e Carmelo sono cresciuti: “Dalla droga, alle sparatorie, alle risse, nominate le cose peggiori che vi vengono in mente e che possono mettere a rischio la vostra vita; io e Carmelo le abbiamo viste e sfiorate con i nostri occhi e la nostra pelle. Cose del genere ti rendono duro e determinato.”. Per Carmelo i campetti da basket del ghetto in cui è cresciuto sono il principale motivo per cui si è salvato dalle brutture che avvenivano quotidianamente attorno a lui.
Il liceo e gli esordi cestistici
Anthony, per tre anni, ogni mattina, ha preso il treno per frequentare la lontana Towson Catholic High School situata in una tranquilla cittadina del Maryland, appena fuori Baltimora. Agli esordi non entusiasma nessun allenatore, poi nell’estate 2000 cresce 12 centimetri e inizia a farsi una reputazione nell’area. Il Baltimore Sun si interessa a lui, battezzandolo come Metro Player dell’Anno (2001), così come la Baltimore Catholic League che lo elegge a Miglior Giocatore dell’Anno. Per la sua ultima stagione da senior, Anthony si trasferisce in una vera mecca per ogni prospetto NBA che si rispetti: la Oak Hill Academy della Virginia. Carmelo non delude le aspettative: viene inserito nel prestigioso Quinetto dei Migliori Prospetti d’America, il McDonald’s All-American, e si aggiudica anche la gara delle schiacciate (Sprite Slam Jam) che precede la partita in cui le 2 selezioni di migliori prospetti americani si affrontano in diretta tv. Anche la “gazzetta” americana, il USA Today, inserisce Carmelo nel Primo Quintetto Liceale d’America; lo stesso dicasi per la rivista Parade, il settimanale più letto in America.
Al College
Anthony disputa una sola stagione al college (2002-2003). Ma, come si dice a volte: “Una da ricordare”.
Sceglie di ritornare vicino a New York, frequentando la Syracuse University degli Orangemen allenati dal quotatissimo coach Jim Boeheim. In stagione tiene una media di 22.1 punti (16° miglior record dell’NCAA e 4° migliore nella Big East) e 10 rimbalzi a partita (19° miglior record dell’ NCAA, 3° migliore nella Big East e miglior statistica tra tutti i freshmen di prima divisione americana). Al di là dei numeri e del record di 30 vinte e sole 5 perse, Anthony aiuta soprattutto gli Orangemen ad afferrare il primo titolo NCAA nella storia dell’Università di Syracuse. Guida i suoi durante tutto il Torneo Marzolino in punti, rimbalzi, minuti, tiri mandati a referto e tiri liberi convertiti. Contro l’Università di Texas, nelle Final Four, Anthony stabilisce anche un nuovo record NCAA mandando a segno 33 punti, il maggior numero di punti mai realizzati da un freshman nel torneo. Nella Finale, contro l’Università di Kansas, Anthony chiude a quota 20 punti + 10 rimbalzi e dopo il taglio della retina, va a ritirare il premio di Most Outstanding Player del Torneo (l’MVP a livello NCAA, tanto per intenderci). Dopo la vittoria, coach Boheim descriverà Carmelo con queste parole: “Il più forte giocatore del college basket... Nessuno si è neppure lontanamente avvicinato a lui in questa stagione. Punto.”.
Anthony invece ai microfoni commenterà: “Mi sono iscritto a Syracuse con l’intenzione di rimanerci almeno per 2 o 3 anni, ma avendo già raggiunto tutti i traguardi possibili al college, lascio l’università – con la benedizione del mio coach – e mi dichiaro al Draft NBA 2003.”.
Carmelo lascia così il basket universitario con il titolo di Freshman dell’Anno, Freshman della Big East Conference, MVP delle Final Four e degli East Regional.
Il salto nell’NBA - Rookie season
La carriera professionistica di Anthony ha inizio il 26 giugno 2003, quando al Draft NBA viene chiamato dai Denver Nuggets con la 3° scelta assoluta, dietro a Lebron James (1° scelta assoluta dei Cavs) e Darko Milicic (2° scelta assoluta dei Pistons). Carmelo fa il suo debutto il 29 ottobre 2003 in una vittoria contro i San Antonio Spurs (80-72). Segna 12 punti, acciuffa 7 rimbalzi e consegna 3 assist. Il 7 novembre, nella sua 6° partita disputata nell’NBA, manda a referto 30 punti contro i Los Angeles Clippers, diventando il 2° più giovane giocatore a riuscire nell’impresa dopo Kobe Bryant (che ha siglato il suo primo trentello a 19 anni e 151 giorni). Per i Nuggets è la prima volta che un rookie segna 30 punti dai giorni della fusione della ABA con l’NBA.
Il 9 febbraio 2004, Anthony diventa il 3° giocatore più giovane di sempre a raggiungere quota 1,000 punti segnati grazie ai 20 punti mandati a segno contro i Grizzlies nella vittoria per 86-83.
Il 13 febbraio 2004 Anthony prende parte alla Partita dei Rookie durante l’All Star Game. In 30 minuti di gioco segna 17 punti, afferra 3 rimbalzi e smista 5 assist, nonostante la solita sconfitta delle matricole.
Il 30 marzo, Carmelo connette per 41 punti contro i Seattle Super Sonics, stabilendo un altro record per maggior numero di punti mandati a referto da un rookie. Anthony è anche il 2° giocatore più giovane di sempre a raggiungere quota 40 o + punti nella storia NBA.
Si guadagna il riconoscimento di Rookie del Mese ad aprile e al termine del 2004 sarà il 4° giocatore di sempre ad essersi aggiudicato ben 6 titoli di rookie del mese. Gli altri a riuscirci: David Robinson, Tim Duncan e il collega e amico LeBron James. Anthony viene anche nominato Giocatore della Settimana 2 volte e a fine stagione Membro del Primo Quintetto di Rookie all’unanimità.
Chiude la stagione con 21 punti di media, in testa a tutti gli altri rookie, e 12° nella lega. Finisce però secondo nella corsa a Rookie dell’Anno, dietro al “Prescelto” Lebron.
Già nel suo primo anno Anthony rappresenta una delle ragioni principali dell’inversione di tendenza dei Nuggets, da barzelletta dell’ovest a contendenti ai playoff. Nella stagione precedente il suo arrivo, i Nuggets avevano chiuso con il record di 17 vinte e 65 perse, che li piazzava a pari merito con i Cavs come peggiore squadra dell’NBA. Nel 2004 Denver chiude in attivo con 43 vittorie e 39 sconfitte, qualificandosi per il 1° turno di postseason. Anthony diventa anche il primo rookie a guidare la propria squadra durante i playoff per punti segnati. Il primo dai tempi di David Robinson ai San Antonio Spurs nella stagione 1989-90. I Nuggets affrontano i Minnesota Timberwolves ed Anthony, nella sua prima gara di postseason, realizza 19 punti, conditi da 6 rimbalzi e 3 assist. Denver però perde per 106-92 e verrà eliminata da Minnesota in 5 gare.
Sophomore season
Nella sua 2° stagione, Anthony parte titolare in 75 delle 82 partite regolari dei Nuggets. Tiene una media di 20.8 punti a partita, classificandosi 19° tra i realizzatori. Il 4 dicembre 2004, contro i Miami Heat, diventa il 3° giocatore più giovane di sempre a raggiungere quota 2,000 punti in carriera. James e Bryant i soli a riuscirci prima di lui.
Nella partita Rookie contro Sophomore dell’All Star Game 2005, Anthony è schierato con i favoriti “del Secondo Anno” e gioca davanti al proprio pubblico di casa, a Denver. Mette a segno 31 punti, arricchiti da 5 rimbalzi, 2 assist e 2 steal. Al termine della partita, vinta giustappunto dai sophomore, Anthony alza il trofeo di MVP.
In stagione regolare, invece, grazie al suo apporto i Nuggets chiudono con 6 vittorie in più dell’anno precedente (49-33), acciuffando la 7° piazza all’Ovest che li vede opposti ai San Antonio Spurs. In gara 1 Denver sorprende la corazzata texana con la vittoria per 93-87, ma gli Spurs eliminano i Nuggets dai playoff nelle 4 gare successive.
La stagione 2005-2006
Anthony parte titolare in 80 partite regolari, tiene una media di 26.5 punti a partita (8° miglior record dell’NBA), conditi da 2.7 assist, 4.9 rimbalzi e 1.1 palle rubate. Il suo 8° posto tra i marcatori è il miglior piazzamento di un giocatore di Denver dai tempi di Michael Adams, la guardia dei Nuggets che finì 6° tra i realizzatori nella stagione 1990-91.
Il 23 novembre 2005, quando i Nuggets affrontano i 2 volte campioni della Eastern Conference, Detroit Pistons, Anthony tocca quota 1,000 alla voce rimbalzi in carriera.
Il 27 dicembre aggiunge anche il nuovo record per punti realizzati, inanellandone 45 che non evitano però la sconfitta ad opera di Philadelphia.
Il 17 marzo 2006, contro i Memphis Grizzlies, Anthony segna 33 punti per sorpassare i 5,000 in carriera. Il 2° più giovane a riuscirci, subito dietro a James. I Nuggets chiudono il mese di marzo in attivo di 11-5 e Anthony viene nominato Giocatore del Mese.
Durante la stagione Carmelo si impratichisce anche nell’arte dei tiri allo scadere, mandando a referto ben 5 “jumper” vittoriosi sulla sirena: a Houston nel gennaio 2006, a casa contro Phoenix, sempre in gennaio, a Minnesota, il 24 febbraio, a Indianapolis il 15 marzo e ancora in casa contro i Lakers il 6 aprile 2006. Tutti i 5 tiri decisivi rigorosamente in sospensione, compresa la tripla allo scadere contro Minnesota.
Alla fine della stagione, Anthony viene eletto nel Terzo Miglior Quintetto NBA assieme a Shawn Marion dei Suns, Yao Ming di Houston, Allen Iverson di Philadelphia e Gilbert Arenas dei Wizards.
I Nuggets finiscono 3° ad Ovest e vincono la Northwest Division; ai playoff incontrano i Clippers che godono della 6° piazza e del vantaggio casalingo. Questi ultimi si aggiudicano le prime 2 gare, i Nuggets si aggiudicano gara 3 nel proprio palazzetto, ma perdono gara 4. Gara 5, quella dell’eliminazione, è proprietà dei Clippers che eliminano per l’ennesima volta Denver dai playoff.
Anthony, da par suo, chiude anche questa postseason guidando i Nuggets per cifre e gioco, anche s ei suo sforzi non servono per superare finalmente lo scoglio del primo turno. Le medie di Carmelo nelle 14 gare di playoff disputate: 18.6 punti, 6.6 rimbalzi, 2.5 assist e 0.9 palle rubate a partita.
La stagione 2006-2007
Nell’8° partita della stagione (una vittoria per 117-109 a casa contro i Toronto Raptors), Anthony pareggia il record di Alex English nella stagione 1982-83: 6 partite consecutive ad almeno 30 punti di media.
Nella 9° partita va ad un soffio da stabilire il nuovo record, segnando 29 punti nella vittoria contro i Chicago Bulls per 113-109. Dopo la vittoria contro Chicago, Carmelo dà inizio ad un’altra striscia di 6 gare a quota 30 punti e per la 2° volta manca il traguardo del record segnando 24 punti nella 16° partita della stagione in una sconfitta contro gli Atlanta Hawks.
Il 16 dicembre 2006, Anthony rimane coinvolto nell’infame rissa scoppiata al Madison Square Garden tra Nuggets e Knicks. Le registrazioni mostrano Anthony tirare un cazzotto in faccia a Mardy Collins. E in seguito alla visione di tutti i filmati, Carmelo viene sospeso per 15 partite dal Commissioner in persona, David Stern. Poco dopo i Nuggets orchestrano uno scambio epocale che porta a Denver Allen Iverson, ritenuto dallo staff tecnico combinazione mortifera al fianco di Anthony. Il duo però deve aspettare fino alla partita casalinga contro i Memphis Grizzlies prima di giocare assieme per la prima volta (22 gennaio 2007), che poi è la data in cui ad Anthony viene consentito di ritornare sul campo. Carmelo chiuderà con 28 punt, combinando con Iverson per 51 punti.
Quando le riserve dell’All Star Game vengono annunciate, Anthony viene lasciato fuori dal roster, ma a causa degli infortuni a Carlos Boozer e a Yao Ming, il Commissioner Stern chiama Carmelo come rimpiazzo. assieme a Josh Howard.
Carmelo, nel suo debutto nella Gara delle Stelle, mette a segno 20 punti con 9 rimbalzi.
Il 2 febbraio 2007, Melo e il compagno J.R. Smith rimangono coinvolti in un piccolo incidente stradale. Entrambi i giocatori ne escono illesi, l’unico dettaglio trapelato dalla lega: il fatto che la macchina guidata da J.R. appartenesse ad Anthony.
Il 5 febbraio, Anthony inscrive sul foglio delle statistiche la sua prima tripla-doppia: 31 punti, 10 rimbalzi e 10 assist, nella sconfitta 113-108 ad opera dei Suns.
Viene onorato con il premio di Giocatore della Settimana, seguito ad aprile dal premio di Miglior Giocatore del Mese, grazie al record di 10 vittorie a 1 per i Nuggets e il loro piazzamento in 6° posizione nella Western Conference.
Anthony chiude la stagione come secondo miglior realizzatore della lega, dietro solo a Bryant, con le medie di 28.9 punti, 6 rimbalzi, 3.8 assist e 1.2 steal a partita.
Finisce per la 2° volta consecutiva nel Terzo Miglior Quintetto NBA assieme a Dwyane Wade degli Heat, Chauncey Billups dei Pistons, Kevin Garnett di Minnesota e Dwight Howard di Orlando.
Per la seconda volta in 3 anni i Nuggets affrontano gli Spurs nel primo round dei playoff. Ed esattamente come era successo nel 2005, Denver vince gara 1, ma perde le 4 gare successive. Così fan 4 le volte in cui ai Nuggets tocca uscire dalla postseason al 1° turno. Nella serie Anthony agguanta le migliori medie della squadra: 26.8 punti, 8.6 rimbalzi, 1.2 assist e 1 steal.
La stagione 2007-2008
Il 24 gennaio 2008, Anthony viene chiamato per il secondo All Star Game consecutivo, il suo primo da titolare, finendo in testa nella classifica dei voti per le ali nella Western Conference (1,723,701) e secondo in quella complessiva, dietro solo a Bryant con 2,004,940 voti.
L’8 febbraio Anthony segna il suo nuovo career-high di 49 punti nella vittoria casalinga per 111-100 contro i Washington Wizards. Chiude con l’impressionante 76% dal campo, convertendo 19 tiri su 25 tentati, la seconda percentuale al tiro più alta degli ultimi 13 anni, dietro – tanto per cambiare - solo a Bryant, che nel dicembre del 2001 aveva convertito 20 tiri su 26 nella vittoria contro Houston.
Il 27 marzo 2008, nella vittoria per 118-105 contro i Dallas Mavericks, Anthony raggiunge quota 9,000 punti in carriera.
Note personali
• Carmelo ha vinto la medaglia di bronzo come membro del Team USA alle Olimpiadi di Atene del 2004.
• Tifa per i Baltimore Ravens e per i Baltimore Orioles, mentre la sua squadra di college football preferita sono i Texas Longhorns.
• Possiede uno Shar-pei di nome Stoney e un Bulldog chiamato Scrappy.
• Ha 2 fratelli e una sorella.
• Ha donato $1,000 dollari per ogni punto segnato contro San Antonio e Houston dopo lo Tsunami per aiutare le vittime del maremoto asiatico, racimolando la somma di $35,000 dollari.
• Ha organizzato il “Very Melo Christmas”, evento in cui centinaia di bambini hanno potuto partecipare ad un’enorme festa natalizia durata più giorni.
• Apparso sulle copertine dei celebri videogiochi ’NBA Live 2005” e “NCAA March Madness 200
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