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STATISTICHE
STATISTICHE
BIOGRAFIA
BIOGRAFIA
Kevin Garnett
Stagione
Partite Giocate
13
Media Punti
13.5
Media Rimbalzi
7.6
Media Assists
2.4
Nato il:
Maggio 19, 1976
Altezza:
6'11"
Peso:
253
Media Stagionale
Stagione
Squadra
G
GS
MPG
FG%
3p%
FT%
OFF
DEF
RPG
APG
SPG
BPG
TO
EPG
PPG
BOS
13
13
30.4
0.500
0.000
0.760
1.7
5.9
7.6
2.4
1.2
1.1
1.4
18.308
13.5
Ultime 5 partite
Data
Avvers.
Risultato
MIN
FGM-A
3PM-A
FTM-A
OFF
DEF
REB
AST
STL
BLK
TO
EFF
PTS
11/22
vs.
NYK
V 107 - 105
32
4 - 15
0 - 0
2 - 2
2
5
7
1
0
0
3
4
10
11/20
vs.
ORL
P 78 - 83
31
5 - 13
0 - 0
3 - 3
4
7
11
1
2
3
1
21
13
11/18
vs.
GSW
V 109 - 95
31
6 - 12
0 - 0
0 - 0
2
4
6
4
1
0
1
16
12
11/14
vs.
IND
P 104 - 113
29
7 - 11
0 - 0
1 - 1
2
5
7
2
0
0
2
18
15
11/13
vs.
ATL
P 86 - 97
33
6 - 10
0 - 0
2 - 3
1
4
5
2
2
0
0
18
14
Kevin Garnett
Kevin Maurice Garnett è nato il 19 maggio 1976 a Mauldin in South Carolina. È un’ala forte di 2.11 m per 100 kg dei Boston Celtics, ed è considerato uno dei giocatori più completi della NBA. Tra i suoi oneri più alti vi sono l’MVP guadagnato nel 2003-04, il titolo di miglior difensore della stagione 2007-08, e la convocazione a ben 11 All-Star Game, assieme alla nomina per 8 quintetti All-NBA e difensivi All-NBA. Detiene anche il record per più stagioni nella NBA con medie di almeno 20 punti, 10 rimbalzi e 5 assist.
Terminata la sua carriera nella high school presso la Farragut Career Academy, è stato selezionato con la quinta scelta assoluta nel draft del 1995. Fu il primo giocatore a venire selezionato direttamente dalla high school in oltre 20 anni. Tra i suoi soprannomi vi sono “The Big Ticket”, “KG”, “Go-Go Gadget Arms”, “The Kid” e prima ancora “The Franchise” (inteso come il giocatore di franchigia dei Minnesota Timberwolves).
Gli anni del liceo
Garnett è nato a Mauldin in South Carolina, figlio di Shirley Garnett e O’Lewis McCollough. Durante i suoi primi 3 anni di liceo, Garnett ha giocato per la Mauldin High School. Tuttavia, durante l’estate precedente all’anno da senior, Kevin si trovò in prossimità di una lite tra studenti bianchi e di colore. Sebbene non fosse direttamente coinvolto, Garnett venne arrestato. A causa delle pesanti implicazioni razziali, Garnett decise di lasciare Mauldin. Si trasferisce così alla Farragut Career Academy a Chicago, per il suo anno da senior. Riesce a condurre la Farragut Academy ad un record di 28-2 e viene nominato National High School Player (miglior giocatore liceale della nazione) dal giornale USA Today. Viene anche eletto Mr. Basketball dello stato dell’Illinois avendo concluso con medie di 25.2 punti, 17.9 rimbalzi, 6.7 assist e 6.5 stoppate, tirando con il 66.7% dal campo. Nei quattro anni di liceo, Garnett colleziona cifre incredibili di 2533 punti, 1807 rimbalzi e 739 stoppate. Viene anche eletto Most Outstanding Player del McDonald’s All-American Game (l’All-Star Game per i liceali) dopo una prestazione da 18 punti, 11 rimbalzi, 4 assist e 3 stoppate. Subito dopo, si dichiara eleggibile per il draft del 1995. Garnett giocò insieme a Ronnie Fields al liceo, che diventò poi un giocatore professionista. Kevin era anche un ottimo calciatore durante i suoi anni di high school.
I primi anni
Garnett è stato selezionato con la quinta scelta assoluta nell’NBA Draft del 1995 dai Minnesota Timberwolves, diventando così il primo a passare direttamente dal liceo all’NBA dai tempi di Moses Malone nel 1974. Da quando erano diventati una franchigia NBA, i Timberwolves non hanno mai vinto più di 29 partite in una stagione. Durante la stagione da rookie di Kevin Garnett, i T-Wolves erano in una fase transitoria: rimpiazzarono Bill Blair con Flip Saunders come capo allenatore, e scambiarono numerosi giocatori.
Garnett cominciò la sua carriera NBA dalla panchina, ma entra in quintetto appena dopo l’arrivo di Saunders. Nel suo anno da rookie, Garnett e l’altra matricola Tom Gugliotta erano i principali giocatori offensivi di Minnesota. KG non è diventato immediatamente una celebrità, come fecero Amare Stoudemire, LeBron James o Dwight Howard, ma la sua prima stagione fu ciononostante molto solida. Detiene medie di 10.4 punti, 6.3 rimbalzi e 1.8 assist a partita, e viene nominato per il secondo quintetto dei rookie. Malgrado vantassero molte giovani promesse in squadra, Minnesota finì sotto le 30 vittorie ancora un volta, non raggiungendo i playoff. Fino ad allora, Garnett è stato il giocatore NBA più giovane, a 19 anni e 11 mesi di età.
Anticipando la seguente stagione, i Timberwolves scambiano la loro scelta al draft con il promettente playmaker di Georgia Tech Stephon Marbury. Durante la stagione, Garnett migliora le sue medie raggiungendo i 17.0 punti, 8.0 rimbalzi, 3.1 assist, 2.1 stoppate e 1.7 palle recuperate di media. Ha avuto anche due prestazioni da 8 stoppate in una singola partita; con un record di 40-42, Minnesota riesce a qualificarsi per i playoff per la prima volta nella storia della franchigia, mentre Garnett e Gugliotta si guadagnano la prima convocazione all’All-Star Game. Tuttavia, gli Houston Rockets, guidati da Hakeem Olajuwon, Clyde Drexler e Charles Barkley si dimostrano avversari troppo impegnativi, spazzando i Timberwoles in 3 partite nel primo turno dei playoff del 1997.
“The Franchise”
Durante la stagione 1997-98, i Timberwolves e Garnett firmano un contratto per 6 anni per una cifra senza precedenti di 126 milioni di dollari. Fu grande lo sconcerto in tutta la NBA, e i Timberwolves diventarono i capri espiatori del lockout della seguente stagioni. Il contratto è stato una mossa azzardata, e vari critici hanno sostenuto che la decisione avrebbe immobilizzato Minnesota sotto il punto di vista economico. Riuscendo a superare la delusione per le critiche riguardo al contratto, Garnett migliora ancora, arrivando a 18.5 punt, 9.6 rimbalzi, 4.2 assist, 1.8 stoppate e 1.7 recuperi a partita. Viene ancora una volta convocato all’All-Star Game, e i Wolves riescono a raggiungere i playoff per il secondo anno consecutivo (45-37 in stagione). Vengono però nuovamente eliminati al primo turno, questa volta per mano dei Seattle SuperSonics di Gary Payton. Le 2 vittorie contro i Sonics nella serie sono le prime nella storia della postseason dei Wolves. La offseason di Minnesota è però segnata dalla partenza di Tom Gugliotta per i Phoenix Suns, un giocatore che assicurava 20 punti a partita.
Nella stagione successiva, più breve a causa del lockout, Garnett diventa una vera e propria superstar, con cifre di 20.8 punti, 10.4 rimbalzi, 4.3 assist e 1.8 stoppate, guadagnandosi la convocazione al terzo quintetto All-NBA. Tuttavia, a metà stagione, Stephon Marbury viene mandato ai New Jersey Nets in cambio del due volte All-Star Terrell Brandon. L’accordo non c’è proprio, e i Wolves si guadagnano l’ultimo posto nei playoff con un record di 25-25. I Wolves non passano il primo turno, perdendo per 1-3 con gli eventuali campioni NBA San Antonio Spurs, guidati dalla giovane star Tim Duncan.
La stagione seguente, Garnett mantiene il suo notevole livello di gioco, con medie di 22.9 punti, 11.8 rimbalzi e 5.0 assist, assieme a 1.6 stoppate e 1.5 palle recuperate, guadagnandosi la nomina per il primo quintetto NBA. Insieme all’ala tiratrice Wally Szczerbiak e il veterano Brandon, i Wolves arrivano ad un record di 50-32, ma soccombono ancora nel primo round contro i Portland Trail Blazers per 3-1.
La stagione 1999-00 inizia male per i Wolves, quando la guardia Malik Sealy è vittima di un incidente automobilistico, mentre il contratto con il free agent Joe Smith viene ritenuto illegale. La NBA punisce la società rimuovendo il diritto a tre prime scelte al draft, multando il proprietario Glen Taylor e licenziando il GM Kevin McHale. Ciononostante, Garnett conduce i Wolves a un record di 47-35 e si guadagna il secondo quintetto All-NBA. Ancora una volta, i Wolves non passano il primo turno cadendo per mano degli Spurs sul 3-1.
Il successo nei playoff
Durante la stagione 2001-02, Garnett mette a referto un’altra stagione di livello, con medie di 21.2 punti, 12.1 rimbalzi, 5.2 assist, 1.6 stoppate e 1.2 palle recuperate, che gli guadagnano ancora una volta la nomina al secondo quintetto All-NBA. Ma ancora una volta, i Timberwolves cadono ai playoff contro i Dallas Mavericks di Michael Finley, Steve Nash e Dirk Nowitzki. La stagione successiva è una delle migliori in carriera per Garnett, con medie impressionanti di 23 punti, 13 rimbalzi, 6 assist e 1.6 stoppate, accompagnate da 1.4 palle recuperate e la nomina per il primo quintetto NBA. Finisce secondo per le votazioni MVP, e i suoi Wolves finiscono la regular season con un buon record di 51-31, ma per la settima volta consecutiva cadono per mano dei Lakers, 4 a 2.
La stagione 2003-04 porta buone notizie per KG. Gli anni passati, Minnesota era stata una squadra centrata interamente sul talento di Garnett, ma ora, grazie all’acquisto del versatile Latrell Sprewell e il due volte campione Sam Cassell, insieme al difensore Ervin Johnson, le sue medie salgono a quote senza precedenti, con 24.2 punti, 13.9 rimbalzi, 5 assist, 2.2 stoppate e 1.5 palle recuperate a partita, il palmo di MVP e un record di franchigia di 58 vittorie in stagione. La corazzata Minnesota supera i Nuggets con facilità, per 4-1. Riuscendo a sconfiggere la solida squadra dei Sacramento Kings per 4-3 nelle semifinali di Conference, Garnett e i Timberwolves incontrano i Lakers. Sfortunatamente, durante la serie il playmaker Cassell si infortunia alla schiena, e con la punta di rinforzo Hudson anch’egli in infermeria, i Wolves si devono affidare al Darrick Martin e la guardia Fred Hoiberg in posizione di regia. Lo stesso Garnett viene usato come playmaker a volte, e i Lakers approfittano chiudendo la serie sul 4-2.
La frustrazione
Durante la stagione 2004-05, i Timberwolves sono dilaniati dai conflitti interni tra Sam Cassell e Latrell Sprewell, mentre la Hudson è insoddisfatto in panchina. Garnett viene eletto per il secondo quintetto All-NBA, ma con un mediocre record di 44-38, i T-Wolves non raggiungono i playoff dopo 8 anni consecutivi. La stagione 2005-06 vede ulteriore frustrazione per Garnett. Con Sprewell e Cassell che rifiutano di giocare insieme, Garnett si ritrova con una squadra mediocre, cadendo ad un 33-49 di regular season.
Malgrado le prestazioni di Garnett, la squadra colleziona il secondo peggior record da quando Garnett era arrivato a Minnesota. Il 10 maggio 2007, Garnett viene nominato per il terzo quintetto All-NBA. Durante la stagione 2006-07, inchioda il tiro allo scadere contro i Sixers, rispondendo così al tiro vincente di Iguodala l’anno precedente.
Durante la offseason del 2007, Taylor ammette che sebbene intendesse tenere Garnett in squadra, avrebbe contemplato le possibilità di uno sambio. Il nome di Garnett appare sui profili di varie squadre, tra cui i Bulls, i Lakers, i Warriors, i Pacers, i Celtics, i Suns e i Mavericks.
Boston Celtics
Il 31 luglio, Kevin Garnett, che ora indossa il numero 5, viene scambiato con i Boston Celtics in cambio di Al Jefferson, Ryan Gomes, Sebastian Telfair, Gerald Green e Theo Ratliff e una prima scelta nel draft del 2009, oltre alla pick che Boston aveva scambiato nel 2006 per Ricky Davis e Wally Szczerbiak. La trade rappresenta lo scambio più grande per un singolo giocatore nella storia della NBA. Al tempo dello scambio, Garnett deteneva il record NBA per più tempo passato con una sola squadra, avendo giocato con i Timberwolves per ben 927 partite (12 stagioni). Secondo ESPN.com, Garnett è fiero di essere un Celtic, e spera di poter portare avante la valorosa tradizione e il successo della franchigia. Il giorno della trade, Garnett firma un contratto triennale per 60 milioni di dollari, a partire dal prossimo anno.
Il 24 gennaio, la NBA annuncia che Garnett conduce la votazione per l’NBA All-Star Game 2008. Garnett riceve 2399148 voti, ottenendo così il sesto miglior totale nella storia del ballottaggio per l’All-Star Game. Tra i giocatori all’attivo, le 11 presenze alla partita delle stelle di Garnett sono seconde solo alle 14 del centro Shaquille O’Neal. Tuttavia, Garnett non ha potuto disputare la partita a causa di una contrattura addominale, e viene rimpiazzato dall’ala forte di Detroit Rasheed Wallace.
L’8 marzo, Garnett raggiunge quota 20000 punti in carriera, diventando il 32esimo giocatore nella storia dell’NBA a superare questa soglia, grazie ad un layup nel secondo quarto contro i Memphis Grizzlies. Gli unici giocatori all’attivo ad aver superato i 20000 in carriera sono Shaquille O’Neal, Allen Iverson e Kobe Bryant.
Il 22 aprile, Garnett viene eletto miglior difensore dell’anno; era l’unico titolo che non fosse stato vinto da un Celtic dalla fondazione della franchigia nel 1946. Tuttavia, Garnett sostiene sia stato l’impegno collettivo dei compagni ad avergli fatto vincere il titolo.
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