Parker entusiasta dell'arrivo di Jefferson


largeNEW YORK - A Tony Parker piace l'arrivo a San Antonio di Richard Jefferson. Molto.

“E' una gran cosa per noi” ha detto Parker questa settimana. “Ci aiuterà. E' quello che volevamo, inserire qualcuno più giovane, molto atletico, ora qualcosa succederà”.

Gli Spurs non hanno combinato granché negli ultimi playoff, sono stati infatti buttati fuori al primo turno dai rivali di Dallas. Privi di Manu Ginobili gli Spurs hanno sofferto molto e non hanno offerto granché a parte le minacce di triple.

Si può essere sopraffatti dagli infortuni, specialmente nei primi turni, e andare avanti lo stesso. Ma gli Spurs avevano troppi buchi nel roster per poter competere con i Mavs. Matt Bonner, Roger Mason e George Hill non sono certo uomini da 20 punti a partita. Jefferson lo è.

Duncan, Ginobili e Parker insieme possono supplire alle carenze di segnatura di quelli intorno a loro, ma se uno di loro è fuori, la squadra soffre. Non si chiede a Jefferson di fare 20 punti a partita come a Milwaukee o a East Rutherford, ma il 29enne neo-Spurs allevierà il peso dei propri nuovi compagni.

Parker e il suo compagno All-Star si sono sempre tenuti informati durante le trattative per l'arrivo di Jefferson. “Ci hanno chiesto cosa ne pensavamo” dice Parker riferendosi al management “E poi ci hanno chiamati quando la trattativa si è chiusa”.

Manu avrà molto beneficio dal suo probabile ritorno al ruolo di sesto uomo, Gregg Popovich monitorerà i minuti dell'argentino, 32 anni tra un mese, che ormai fa fatica a fare una stagione sano. Dopo aver giocato su caviglie traballanti la scorsa stagione, un ruolo meno gravoso potrebbe accrescere l'efficacia e l'efficienza di Ginobili.

E anche avere un'altra arma offensiva aiuta Duncan e Parker. “Sono molto felice di questa aggiunta di talento” ha aggiunto Parker. “Non possiamo avere la stessa squadra ogni anno. Ora vedremo cosa succederà perché tutto l'Ovest è agguerrito”.

Anche se Jefferson avrebbe aiutato contro Dallas, il vero termometro del miglioramento sono i neo-campioni NBA. Anche prima della trade, San Antonio era una buona squadra come ogni altra della Conference a parte i Lakers se fosse stata completamente sana. Parker crede che Jefferson porti gli Spurs al livello della squadra di Kobe. “Ora dobbiamo dimostrarlo sul campo” ha detto.

San Antonio non è l'unica squadra da titolo rinforzata da una grande trade in questa settimana. (Gli Spurs hanno ceduto i tre sacrificabili veterani Bruce Bowen, Fabricio Oberto e Kurt Thomas). Le due squadre che hanno combattuto per il titolo a Est sono state protagoniste: Shaq ha raggiunto LeBron a Cleveland, mentre Vince Carter, compagno di squadra di Jefferson a New Jersey, è andato nella sua Orlando.

Gli Spurs non sono completati, anche se non parteciperanno alla grande caccia al free agenti del 2010. I 29 milioni di dollari del contratto di Jefferson impediscono qualsiasi grosso colpo la prossima estate, ma a Pop e al general manager R.C. Buford va bene così.

Secondo Pop non c'è cosa più sensata di Jefferson al posto di Bowen. Ron Artest e Shawn Marion hanno incuriosito quest'estate, ma l'ex Arizona è un inserimento migliore nel sistema di squadra di San Antonio. I tifosi degli Spurs si ricorderanno di Sean Elliott, un altro Wildcat, quando Jefferson schiaccerà in corsa o si piazzerà al posto 3.

Lo sguardo ora va sotto canestro. Bonner e Ian Mahinmi sono gli unici altri lunghi sotto contratto al fianco di Duncan. “Devono aiutare Timmy” ha detto Parker. La scelta del draft DeJuan Blair potrebbe risultare un'opzione. Popovich cerca anche un'ala grande di qualità.

“Non penso che abbiamo finito” ha concluso Parker. “Penso che possa succedere ancora qualcosa. Dobbiamo migliorare. Tutte le squadre dell'Ovest sono forti”. Gli Spurs, almeno per ora, lo sono più della maggior parte delle squadre.

Pubblicato domenica 28 giugno 2009


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