Esordio vincente per i giovani Blazers


largeNon è stato un capolavoro. Verso la fine è subentrata anche un po’ di paura.

Ma l’esordio dei Portland Trail Blazers può essere considerato un successo, data la vittoria casalinga per 96-87 sugli Houston Rockets.
E’ stata la rivincita del primo turno dei playoff dell’anno scorso, che aveva visto prevalere i texani in 6 partite. Ma i Rockets non sono più la stessa squadra, dovendo fare a meno, rispetto alla passata stagione, di Yao Ming, Tracy McGrady e Ron Artest.
Mentre i Blazers, in casa, con una panchina molto più lunga e una squadra più consapevole, alla fine hanno prevalso, sia pure con qualche difficoltà.
Portland ha rischiato di sprecare un vantaggio di 20 punti, divenuto di otto nell’ultimo quarto a tre minuti dalla fine. In più, hanno perso ben 26 palloni, cifra a cui non erano mai arrivato l’anno scorso in una singola partita.
Alla fine, però, gli aspetti positivi hanno superato gli errori per Portland, considerata da molti la favorita della Northwest Division.
La difesa dei Blazers ha limitato Houston al 37% dal campo, ha dominato a rimbalzo (51-33), ha stoppato ben 12 conclusioni avversarie, e ha tirato benissimo, sia da tre (47.6%), sia dalla linea del tiro libero (90.9%).
“Ho visto delle buone cose”, ha detto coach McMillan, di Portland. “Sia in attacco che dietro abbiamo fatto bene. A parte i palloni persi e i troppi falli all’inizio, è andata direi abbastanza bene. Ma probabilmente questa sarà anche l’ultima vittoria che otterremo con 26 turnover.”
Il parziale finale di Houston ha reso il punteggio più digeribile per i Rockets, ma coach Adelman ha pochi motivi per essere soddisfatto dell’esordio dei suoi.
“Non abbiamo giocato da squadra”, ha detto Adelman. “Abbiamo cercato di risolvere i problemi con l’uno contro uno, e soprattutto nel secondo quarto abbiamo sbagliato tanto, concedendo canestri facili a Portland.”
“Abbiamo commesso troppi errori mentali durante la partita. Non riusciamo più ad accoppiarci bene con loro come durante i playoff dell’anno scorso. Magari riusciremo a farlo più avanti nella stagione. Dovremo fare degli aggiustamenti per la rivincita di sabato.”
Dopo una preseason da 37.5% al tiro, Travis Outlaw di Portland ha dato un contributo fondamentale dalla panchina, mettendo 23 punti totali, 14 nel primo tempo, con 9-14 al tiro.
“Non mi sono mai preoccupato della preseason, è normale non essere a posto in quella fase”, ha detto Outlaw.
“Sono sceso in campo tranquillo, senza voler forzare. Poi se il tiro entra, entra.”
I centri di Portland Greg Oden, Joer Przybilla e l’ala grande LaMarcus Aldridge hanno avuto tutti problemi di falli, che ne hanno limitato l’apporto offensivo. Oden, 2 metri e 11, marcato dal più piccolo Chuck Hayes, alto nemmeno due metri, ha sì raccolto 12 rimbalzi e 5 stoppate, ma a causa dei falli ha giocato solo 26 minuti commettendo 5 falli, 7 turnover e facendo solo due punti, all’ultimo minuto.
“Va bene come esordio”, ha detto il centro secondo anno. “Devo segnare di più, è vero, ma ho fatto tante cose che non si vedono nelle statistiche. Devo perdere meno palloni, ma alla fine l’importante è aver vinto.”
Przybilla ha commesso il sesto fallo dopo aver giocato solo 16 minuti. Due punti e 10 rimbalzi il suo bilancio.
“I lunghi di Houston sono piccoli ma forti e furbi”, ha detto McMillan. “Hayes, Scola, Landry- fanno un ottimo lavoro. Hanno costretto i nostri a fare le cose in fretta, e a perdere numerosi palloni.”
Houston in futuro dovrà cercare di sfruttare meglio la sua velocità e il suo gioco in transizione. I Rockets hanno infatti ottenuto più punti in contropiede (16-8), ma solo Aaron Brooks (19 punti, 8-17) e il 29enne rookie David Andersen (11 punti con 4-8 dal campo) hanno tirato con buone percentuali.
Portland invece può sfruttare una panchina molto profonda, nonostante l’assenza di Batum che starà fuori per circa tre mesi. McMillan ha usato una rotazione di 9 uomini. Proprio le riserve, nel secondo quarto, hanno dato il là a due parziali da 11-0 e da 9-0 che hanno portato la partita sui binari giusti per i Blazers.
“Siamo stati aggressivi”, ha detto Brandon Roy, stella dei Blazers autore di 20 punti, 5 assist e 5 rimbalzi, ma con 5-18 al tiro. “Però siamo stati poco attenti, e abbiamo perso troppi palloni.”
“Abbiamo costruito un buon vantaggio, ma non abbiamo chiuso i conti quando avremmo dovuto. L’importante però era la vittoria. E’ solo la prima partita, il resto arriverà da sé.”



Pubblicato mercoledì 28 ottobre 2009


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