Crawford dalla panchina fa volare gli Hawks


largeIeri notte per un quarto al Rose Garden, i Portland Trail Blazers hanno dominato gli Atlanta Hawks.

Per metà partita la mano di Joe Johnson degli Hawks è stata più fredda di un igloo.
Quella di Jamal Crawford no però. E quando Atlanta ha iniziato a capirci qualcosa, si è ritrovata con una importantissima vittoria per 97-91 contro i giovani Blazers.

Crawford è partito dalla panchina, ma ha messo ben 27 punti, 17 nel solo primo tempo. Poi si è aggiunto alla festa anche Johnson, che nella seconda parte del match ha segnato 17 dei suoi 19 punti totali per gli Hawks, partiti bene quest’anno (3-1).
Crawford e Brandon Roy dei Blazers sono grandi amici, cresciuti insieme a Seattle.
“E’ un ottimo giocatore”, ha detto Roy di Crawford, che l’anno scorso ha giocato alla corte di Mike D’Antoni ai Knicks. “E’ un giocatore da 1-contro-1. Nel primo tempo, quando Johnson era in difficoltà, i suoi isolamenti li ha tenuti in partita.”
Coach McMillan di Portland ha sottolineato l’importanza della difesa sin dal training camp, e non c’è da stupirsi se gli Hawks hanno iniziato il match con un 2-12 dal campo, divenuto 5-19 alla fine del primo quarto chiusosi 35-25 per i padroni di casa.
Il problema è che da lì in avanti Atlanta ha tirato 32-61 (52.5%), segnando 82 punti contro i 66 di Portland nel resto della partita.
Invece gli uomini di McMillan hanno iniziato forte (10-18) nel primo quarto, per poi spegnersi nel proseguo della gara, tirando 26-67 e chiudendo con il 42.4% dal campo.
“Per vincere bisogna fare due cose: tirare la palla e difendere”, ha detto McMillan. “Noi non ne abbiamo fatta una sta sera.”
Nella altre due sconfitte per Portland (2-3), Carmelo Anthony ha segnato 41 punti, e Trevor Ariza di Houston 33 (career high).
“La chiave è l’isolamento sul perimetro”, ha spiegato McMillan. Nelle sconfitte di Portland, “un’ala ha sempre avuto una grande serata. Sta sera è stata la serata di Crawford. Il difensore è lì a difendere da solo, e bisogna marcare. Noi ci siamo disuniti, e loro sono arrivati comodamente a canestro senza che i nostri lunghi arrivassero in aiuto.”
Ma questa non è l’unica spiegazione. Portland è arrivata alla partita come seconda miglior squadra a rimbalzo, ma Atlanta ha stravinto il duello ai tabelloni (46-36), oltre che quello nella zona pitturata (50 punti a 34).
McMillan ha detto di aver parlato di questo ai suoi nel postpartita.
“Il nostro livello di gioco deve crescere”; ha continuato. “Non stiamo giocando duro come dovremmo per vincere le partite.
Per vincere anche solo una partita in questa lega devi lavorare. E questa è una cosa che non ho mai dovuto sottolineare a questo gruppo negli ultimi due anni.”
Lo spirito e la determinazione di Atlanta hanno fatto la differenza.
“E’ uno di quei match in cui devi tenere duro”, ha detto Mike Woodson, coach degli Hawks. “Se vogliamo essere una squadra da playoff, dobbiamo vincere una buona parte delle partite in trasferta. Sta sera è stata una prova di corale. La difesa ha preso il controllo del match quando ne avevamo bisogno. Abbiamo lottato per tutti e 48 i minuti.”
Johnson è partito malissimo, con 1-8 dal campo. Ha trovato il ritmo nel secondo tempo, e verso la fine ha rasentato la perfezione, mettendo 8 tiri su 11 negli ultimi due quarti.
“Non ci siamo fatti prendere dal panico”, ha detto l’All-Star. “Siamo rimasti in partita nel primo tempo, e poi verso la fine la difesa ha fatto il resto. Soprattutto, abbiamo difeso bene su Roy.”
Roy e Aldridge hanno fatto il percorso inverso di Joe Johnson. I due giovani leader dei Blazers hanno realizzato 14 punti a testa con 6-9 dal campo nel primo tempo. Nel secondo sono calati vistosamente: Roy ha tirato 2-10 chiudendo con 19 punti, mentre Aldridge ha tirato 3-8 e ha chiuso con 20 punti e 14 rimbalzi.
“Mi sentivo in ritmo, e abbiamo fatto un buon lavoro per liberare Brandon nel primo tempo”, ha detto Aldridge. “Ma con il passare dei minuti, è diventato sempre più difficile fargli arrivare il pallone. Dobbiamo migliorare in questo.”
Alla fine però, la differenza l’ha fatta lui, Jamal Crawford.
“E’ stato grandissimo”, ha detto Woodson. “Ci mancava un uomo così decisivo dalla panchina.”
Fino ad ora, Crawford si è calato nella parte perfettamente.
“Non mi sono mai divertito tanto nella NBA”, ha detto la guardia, al suo nono anno.”Non avevo mai giocato con degli atleti così. Dà una bella sensazione.”
Invece, ciò che non dà una bella sensazione ai Blazers, è perdere due partite di fila in casa. L’anno scorso Portland vinse 34 partite su 41 in casa, e ne perse due di fila solo in una occasione.
“Non dobbiamo demoralizzarci”, ha detto Roy. “C’è tanto tempo per migliorare, dobbiamo solo rimanere uniti.”


Pubblicato mercoledì 4 novembre 2009


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