Vittoria con sorpasso per i Bulls


large I Chicago Bulls avevano bisogno di una vittoria, e il destino gli ha messo di fronte dei Miami Heat in grandi difficoltà.

Nonostante le assenze di due ali- una squalificata, l’altra infortunata- i Bulls sono riusciti a battere Miami 95-91, interrompendo così la loro striscia negativa che durava da tre partite. Gli Heat continuano invece la loro, arrivata a quota cinque.
I Bulls hanno dovuto fare a meno di Joakim Noah per un infortunio, e di Tyrus Thomas, squalificato per una partita dagli stessi Bulls per comportamento inadeguato. Hanno subito sia a rimbalzo (52-41), sia nel tiro da tre (21-3), ma hanno giocato un miglior basket, e sono riusciti a vincere questa fondamentale partita.
Infatti i Bulls sono ora a 24-25, contro il record di 24-27 di Miami e il 24-25 di Charlotte, portandosi al sesto posto per i playoff a est.
Luol Deng ha segnato 25 punti con 9-11 dalla lunetta, mentre Derrick Rose ne ha messi 24 per Chicago. Tra gli Heat il migliore è stato O’Neal, con 24 e 16 rimbalzi, mentre Wade è stato un po’ in ombra, con 20 punti e 8 assist, ma 7-21 al tiro.
I Bulls erano alla quarta partita in cinque giorni. Le precedenti tre, come detto, sono state sconfitte (due avrebbero potuto essere vittorie), ma Chicago ha mostrato di avere le risorse per vincere le partite decisive.
“Dice molto sulla nostra squadra”, ha detto Brad Miller, centro di Chicago. “Venivamo da cinque vittorie in trasferta, poi siamo entrati in difficoltà in casa, e reagire così è stato fantastico.”
“E’ stata una grande vittoria per noi”, ha dichiarato coach Vinny Del Negro. “Lotteremo con Miami fino alla fine della stagione.”
Delle cinque sconfitte di fila di Miami, quattro sono arrivate in trasferta, due delle quali a Boston e Cleveland. Spoelstra prevede momenti difficili se non arriva un deciso cambio di marcia.
“Abbiamo perso la via”, ha detto Spoelstra. “Dobbiamo ritrovarla. “Più di tutto dobbiamo cambiare mentalità, perché quando di capitano questi momenti c’è il rischio di perdere la testa.”
Gli Heat hanno collezionato 17 palle perse, contro le otto degli avversari. Michael Beasley a chiuso con quattro.
Con Noah e Thomas fuori, la front-line dei Bulls è stata rappresentata da Miller, Deng, Taj Gibson e Chris Richard, arrivato dalla lega di sviluppo settimana scorsa. Miller è stato il migliore con 13 punti, 8 rimbalzi e 5 recuperi, mentre Richard ha catturato 7 rimbalzi in 20 minuti, prima di lasciare il match col naso sanguinante.
“Brad ha giocato tanto ieri contro Atlanta (40 minuti), e ha giocato tanto sta sera (30 minuti), per cui avrà bisogno di riposarsi”, ha detto Del Negro. “Sapevamo che Richard era in forma, perché ha giocato molto nella D-League, e ci ha dato una grande energia.”
Gli Heat sono riusciti ad approfittare dei problemi in quintetto dei Bulls nel primo quarto, quando hanno controllato il tabellone prendendo ben 7 rimbalzi offensivi. O’Neal ne ha presi quattro, e gli Heat hanno chiuso il primo quarto sul 27-23. In un possesso Miami ha avuto ben quattro chance per segnare.
Sapendo di poter vincere solo con una grande difesa, i Bulls hanno segnato i primi sei punti del secondo quarto, e 10 dei primi 12, grazie a dei recuperi in campo aperto.
Chicago era avanti 39-34 quando Deng si è fatto stoppare da Haslem mentre era tutto solo per un lay-up. La giocata ha dato un po’ di inerzia a Miami, che infatti ha segnato subito con Arroyo e si è mantenuta a contatto.
A quel punto Deng l’ha presa sul personale, e ha preso in mano la situazione. Ha segnato in semi-gancio, ha ricambiato il favore a Haslem e ha segnato un layup, portando i Bulls sul 49-42 all’intervallo.
Il terzo quarto è stato molto equilibrato, e le due squadre si sono scambiate la leadership per ben cinque volte. Alla fine il quarto si è chiuso in parità a 69. Con Wade fuori nei primi minuti dell’ultimo periodo, i Bulls si sono portati fino al più sei con 6 minuti sul cronometro.
Al rientro, Wade ha trovato un ottimo Hinrich a chiudergli gli spazi, e Miami si è dovuta affidare a O’Neal, autore di 9 punti e cinque rimbalzi nel quarto quarto. Chicago però ha risposto colpo su colpo, e con 13 viaggi in lunetta, di cui 10 trasformati in punti, si sono mantenuti a distanza.
“Abbiamo troppi cali”, ha ammesso Wade. “Ognuno quando scende in campo dovrebbe fare la sua parte. Non stiamo perdendo male, però ogni volta che siamo lì a contatto, non riusciamo a portarla a casa.”
“Abbiamo continuato a lottare”, ha detto Rose dei suoi Bulls. “Difensivamente la cosa importante era fermare Wade, e fare in modo di mettergli due o tre corpi addosso. Kirk ha fatto un ottimo lavoro.”


Pubblicato domenica 7 febbraio 2010


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