Tra Cavaliers e Wizards è ormai rivalità ufficiale e lo si capisce dal fatto che ci siano stati falli durissimi, 13 tecnici, un’espulsione, una squalifica, più tutta una serie di dichiarazioni intimidatorie scambiate tra i giocatori avversari via stampa. La partita inizia sui binari dell’equilibrio; il 1° quarto si chiude con un punteggio alto (31-27) e la partita ancora tutta da giocare, con i Wizards privi di Arenas e Songaila e i Cavs in cerca di una spalla adeguata per LeBron James. Il secondo periodo è tutto per gli ospiti, che scavano il primo solco importante del match. James e compagni mettono a segno un parziale di 15-0, arrivano alla prima pausa con un sontuoso 7-12 da dietro l’arco, mentre gli avversari sparacchiano dalla lunga distanza (3-12). Il primo allungo importante porta la firma di “Boobie” Gibson, che con 9 punti porta i suoi in vantaggio di 8 alla pausa. E’ sempre Gibson a regalare il massimo vantaggio ai suoi con il canestro del +15, imbeccato puntualmente da Lebron, che a metà terzo quarto è già in doppia cifra di assistenze. Jamison e Daniels provano ad opporre resistenza ma “Il Prescelto” chiude la frazione con quattro liberi e la sensazione che per i Wizards ci voglia un miracolo per provare la rimonta. Nei primi minuti dell’ultima frazione Washington prova il tutto per tutto, invece 4 punti di Ilgauskas e una squassante schiacciata in alley-hoop da parte di James siglano il +20, sancendo la fine di una serie che ha visto i Wizards metterla molto più sul piano della provocazione che sul piano del basket. Il pubblico continua incessante a gridare “Overrated” in direzione di LBJ, ma il #23 esce dal campo con la terza vittoria di fila contro i rivali di sempre e con una convinzione ben precisa: “Possono picchiarmi, possono provocarmi, ma finché si gioca a basket è Cleveland che vince. Il resto non conta nulla.” Antonio Daniels nel post partita risponde: “Per la terza volta di fila veniamo eliminati dai Cavaliers e fa davvero male. Avrei preferito giocare la serie con Arenas in salute e gara 6 con Songaila (squalificato per un colpo proibito a James in gara 5) per vedere chi è effettivamente più forte.” A Ilgauskas la lettura più lucida: “Noi abbiamo LeBron James, le altre ventinove squadre no. Questa è la differenza.” Come dargli torto: 27 punti, 13 rimbalzi, 13 assists, 8-17 dal campo, 10-10 ai liberi, 2 palle rubate ed una stoppata in 44 “prescelti” minuti di gioco. Dall’altra parte si salvano il solito encomiabile Jamison (23 punti e 15 rimbalzi) e Caron Butler (18+9 ma con 6-14 dal campo). Ai Cavs non resta che attendere gara 7 tra Boston ed Atlanta per conoscere i propri avversari.