Entrando in questa stagione, i Bulls avranno due rookie importanti nel roster. Come la maggior parte dei nuovi arrivati nella NBA, entrambi dovranno portare le borse degli altri compagni di squadra per tutta la stagione. Nonostante l’istantenea celebrità al suo ingresso nella NBA, essendo stato scelto con la prima scelta assoluta nel Draft del 2008, Derrick Rose dovrà portare le ciambelle alle sessioni del mattino, e più che probabilmente, gli sarà chiesto di portare la borsa di qualche veterano nel tragitto verso l’autobus e ritorno. Poi c’è Vinny Del Negro, il coach nuovo di zecca dei Bulls. Egli dovrà sopportare due tipi di pesi: prima di tutto il peso della franchigia che non supera le Semifinali della Eastern Conferente dal 1998, quando un ben noto giocatore la guidava, e in più il peso di non avere esperienza. Del Negro, che ha giocato 12 stagioni NBA, non ha mai allenato, a nessun livello. Vanta però un pedigree da cestista, suo padre giocava a Kentucky e Vinny è nato nella città natale del basket: Springfield, in Massachussets. Ma anche qui è come dire che si conosce la politica estera perché si è vissuto in uno stato che confina con un altro. Marty Burns ci fa notare che del Negro è affiancato da assistenti pieni di esperienza, tra cui uno dei migliori di sempre, Del Harris. Come giocatore, Del Negro, si è guadagnato una reputazione da allenatore in campo e abilità che ora avrà occasione di sfruttare da bordo campo Ha ereditato un roster che ha subito sconvolgimenti nell’ultima stagione con un massiccio a tre squadre: i Bulls, i Cavs e i Sonics, operazione in cui i Bulls hanno mandato a Cleveland i deludenti Joe Smith e Ben Wallace, per avere in cambio Larry Hughes, Drew Gooden, Cedric Simmons e Shannon Brown. A questo unite il fatto che i Bulls hanno tagliato Scott Skiles a dicembre e hanno preso Rose alla numero , e capirete che non sono poche le domande a cui Chicago dovrà rispondere in questo inizio di stagione: - Dove giocherà Rose? (a Chicago, lo sappiamo, ma dove sul campo? E in quintetto?) - Avranno la pazienza di inserirlo lentamente nel loro gioco e nei loro meccanismi o avvertiranno fin da subito la pressione e lo getteranno in campo a giocare molti minuti? - Che succederà a Ben Gordon? Il jerry Reinsford 8-Ball afferma che tutti I segnali indicano un suo ritorno - Quale sarà la rotazione dei lunghi? Per quanto tempo Tyrus Thomas resterà una riserva? Tra tutte queste domande la più grande di tutti potrebbe essere: qual’ è l’identità dei Bulls? Sotto la guida del precedente allenatore Scott Skiles, i Bulls hanno giocato duro, difendendo a uomo e alla morte, e il loro attacco girava molto sugli esterni e sull’ala Luol Deng. Ma con Skiles mandato via dopo due mesi della stagione regolare e Wallace che se n’è andato a febbraio, la difesa dei Bulls è caduta precipitosamente. John Schuhmann ha notato come I Bulls, un tempo la squadra con la miglior difesa della lega, “nessun’altra squadra è peggiorata di più dal punto di vista della difesa (7.1 punti in più permessi per 100 possessi) che i Bulls” Per quanta riguarda l’attacco, si pensava che i Bulls fossero stati tenuti lontani dalle le finali due anni fa a causa della mancanza di una presenza offensiva sotto canestro. Indovinate un po’? Manca ancora una presenza offensiva sotto canestro... Ancora, l’attacco girerà attorno a Hinrich, Hughes, Deng, Rose e Gordon, se e quando rifirmerà un’estensione del contratto. Quindi, anche se con numerosi cambiamenti, l Bulls entrano nella stagione 2008-09 pieni di incertezze. Il Giocatore da tenere d’occhio Anche se Luol Deng ha avuto avuto problemi passando attraverso una quarta stagione inconstante, segnata dagli incidenti e infestata dai pettegolezzi (Deng e la statua di Michael Jordan per Kobe Bryant? Qua ve lo avevamo detto per primi!), i Bulls e Deng si sono accordati a luglio per un’estensione di lungo periodo del contratto. Secondo quando dice Mike Stein di ESPN.com, il GM dei Bulls John Paxson ne era entusiasta: “Firmare Luol è sempre stata una priorità per questa organizzazione, abbiamo sempre pensato che lui rappresentasse una parte importante del nostro futuro. Siamo molto felici che Luol stia con noi a lungo e partecipi alla crescita della nostra squadra,” ha detto Paxson in una sua dichiarazione. “Ora sta a Deng e alla sua versatilità non deludere le aspettative, non solo quelle derivanti dal suo contratto, ma anche quelle che dipendono dal fatto che ora è lui il go-to-guy dei Bulls. Dopo tre stagioni di costante miglioramento, nell’ultima stagione le cifre di Deng sono scivolate da 18.8 punti a partita a 17.0, mentre i rimbalzi sono scesi da 7.1 a 6.3. Con un nuovo coach e un nuovo contratto. Deng ha carta bianca su cui poter lavorare. “Luol non è solo un giocatore eccezionale, ma è anche una grande persona,” ha detto Del Negro, “ penso che possa ancora migliorare e che sarà una delle pietre angolari del nostro progetto presente e futuro.” Scouting report * Sono la variabile impazzita della Central Division. Hanno talento in squadra, ma una situazione contrattuale complicata e devono ritrovare una identità all’interno dello spogliatoio. * Se il nuovo capo allenatore Vinny Del Negro si farà aiutare da Del Harris e dal resto del suo staff di veterani, i Bulls potrebbero dire la loro anche ai playoffs. * La chiave sarà far tornare a giocare insieme gente come Deng, Golden, Hinrich, Nocini e Thomas, e con la stessa durezza di due anni fa. * Una seconda chiave sarà il tipo di attacco che decideranno di adottare. Uno stile di gioco più aperto potrebbe beneficiarli maggiormente. Le loro guardie hanno buona proprietà di palleggio e sono passatori sopra la media, quindi le cose, in un attacco giocato ad alto ritmo, potrebbero funzionare. * Sebbene sia radicale, potrebbero considerare di utilizzare la “dribbli drive offense” come parte dei loro schemi abituali.