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Dallas Mavericks
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 Cosa fa una franchigia che ha subito due eliminazioni cocenti consecutive al primo turno dopo essere stata in finale? Nel caso di Dallas, licenzia il coach. Lo stesso Avery Johnson, lodato per aver instillato lo spirito guerriero che mancava nel cuore dei Mavericks, ha perso il posto per non essere riuscito ad evitare i crolli mentali che hanno lasciato la squadra senza un'identità.

Questi Mavs sono ancora da corsa o il loro tempo ai vertici dell'Ovest sono finiti? Starà a Rick Carlisle scoprirlo, l'ex skipper di Pistons e Paces ha ereditato un gruppo che ha scambiato il successo nei playoffs con la fama su YouTube, non una trade eccezionale.

Carlisle ha in mano l'MVP di due stagioni fa, ma la relazione che interessa maggiormente i tifosi che affollano l'American Airlines Center ogni sera è quella con l'altro olimpionico della squadra. Jason Kidd e Avery Johnson non si sono mai capiti appieno, una sorpresa per chi pensava che il loro incontro fosse stato deciso nel "paradiso dei playmaker." Il piccolo generale non è mai riuscito a cedere completamente le redini della squadra a Kidd e Dallas è crollata malamente dopo lo scambio.

Carlisle non ha sprecato tempo ed ha subito cercato di ricucire il più vecchio giocatore della nazionale americana. L'inclusione di Kidd nella squadra olimpica è stata determinata dalla sua saggezza e dalla sua visione di gioco e Carlisle ha parlato a Jason delle sue esperienze ad Indiana come coach di Mark Jackson e Anthony Johnson, sottolineando il fatto che ha sempre lasciato che i suoi playmakers chiamassero i giochi.

"Non ha problemi con i giocatori di cui si fida e che crede possano far girare la squadra," Ha detto Kidd. "Ha detto che prima o poi chiamerà gli schemi, ma che prima vorrebbe cercare canestri facili. Vuole avere la sensazione che si stia giocando un buon basket, perchè quando arrivi in finale non è tutta questione di schemi e questione di saper giocare. Sono davvero eccitato dall'idea di poter giocare per Rick."

E' facile dire che Kidd agognasse più libertà.

"Quest'anno comincerò dall'inizio con questa squadra e mi sentirò più a mio agio," Ha continuato. "Devo cercare di tirare di più, ma ho comunque un sacco di armi a mia disposizione. La squadra, per migliorare, ha bisogno che io sia più aggressivo e che segni di più. Questo è un altro argomento di cui mi ha parlato Carlisle. Abbiamo tutti giocato con poca personalità nella seconda parte della stagione. Dobbiamo tutti ripartire da zero."

Ma se i Mavs faranno oppure no paura a Lakers, Spurs, Hornets, Jazz e al resto dell'Ovest non sarà certo perchè l'allenatore e il playmaker sono amici su facebook. Kidd ha bisogno di giocare e fornire assists e Carlisle avrà bisogno che tutti gli altri si impegnino a fare quel che lui predica.

La reputazione di Kidd è costruita sul fatto che rende migliori i giocatori che lo circondano. Teste alte e mani pronte e arriveranno tiri facili. Dirk Nowitzki aspetta una cosa del genere da quando un canadese capellone se n'è andato nel deserto. Ma potrà Jason Kidd, a 35 anni, tenere testa ai ritmi imposti dai playmakers dell'Ovest? Non sarà facile per lui cacciare certi giovani conigli come Chris Paul e Deron Williams e certe vecchie volpi come Steve Nash, Tony Parker e Baron Davis.

Carlisle ha fatto diventare buone delle pessime situazioni sia a Detroit che ad Indiana, ma non ha messo le radici in nessuno dei due posti. Giustificato o no, è stato definito un allenatore rigido e poco comunicativo. Nessuno mette in dubbio la sua intelligenza cestistica, ma i soli schemi portano un allenatore poco distante da dove è partito. Carlisle ha passato il suo anno lontano dai campi studiando il gioco dagli studi della ESPN, si è preso così una giusta pausa e ha potuto osservare le cose da una prospettiva differente.

"Questa squadra ha bisogno di correre di più," Ha detto Carlisle. "Abbiamo un grande leader in Jason Kidd, io devo dargli la palla e lasciare che lui faccia correre la squadra, una cosa che ho fatto con alcuni dei registi che ho avuto in passato."

"Penso che saremo premiati se riusciremo a sfruttare bene lo spazio in campo e a muoverci tanto e bene, ma senza dimenticarci della difesa. Questa è una delle cose più importanti che ha fatto Avery con questa squadra, ha instaurato la voglia di difendere con impegno e questa è stata sicuramente una delle chiavi per cui hanno ottenuto i successi che hanno ottenuto."

Il suo obiettivo è il sacro Graal oppure un misto di quel che hanno fatto Don Nelson e Johnson negli anni precedenti? Carlisle vuole correre e difendere, quale squadra non lo vorrebbe? I cavalli sapranno andare al galoppo? Il fantino, anche se non più giovane, ha iniziato il training camp in sella. L'allenatore pianifica di tener buona la frusta. I Mavs possono esplodere... nell'una o nell'altra maniera.

Il Giocatore da Tenere d'Occhio.

Josh Howard, il mondo sta guardando e ascoltando e non sta supportando la tua causa.

Il furto dei draft è diventato un titolare, poi un All-Star. Il suo gioco totale ne ha fatto il Maverick più indispensabile a parte Dirk ed insieme al tedesco ha formato una delle coppie di ali più valide di tutta la lega. Howard non era solo un pezzo, era una pietra angolare.

Ma, praticamente dal nulla, Josh ha iniziato a perdere colpi. Non una volta, non due volte, la lista sta iniziando ad allungarsi troppo. Tutto è iniziato con l'ammissione di fare uso di marijuana alla fine della scorsa stagione, poi una festa di compleanno durata fino a tardi la sera di una sconfitta in casa in una partita di playoffs fece infuriare coach Johnson, successivamente ha giocato a "Need for Speed" su una strada del Nord Carolina e si è reso autore di sprezzanti commenti sull'inno nazionale.

Gli è arrivato il supporto del proprietario e quello del nuovo allenatore, ma molti fans di lungo corso hanno trovato certe cose impossibili da digerire. C'è differenza fra sincerità totale e gestione suicida dell'immagine. Howard si spera stia imparando la lezione e la speranza è comunque sempre l'ultima a morire. Tifosi, compagni e allenatori spesso perdonano, anche se costruitissime dichiarazioni buoniste non riporteranno l'ala dalla parte giusta. Se Howard riuscirà a tornare un giocatore da 20 punti e 8 rimbalzi a partita, l'approvazione comincerà a tornare.

"Abbiamo bisogno che lui giochi alla grande," Ha detto Carlisle tagliando corto. "Ha bisogno di tornare ad essere un All-Star della Western Conference e di giocare come tale per 82 partite, cosa che ha fatto un paio di stagioni fa."

Scouting Report

*E' difficile da credere che questa squadra fosse sul punto di vincere un titolo appena 2 anni fa.

*Hanno ancora tanti talenti, su tutti Nowitzki e Jason Kidd e saranno in grado di giocarsela contro ogni squadra ogni sera.

*Il lato positivo della squadra è l'esperienza, quello negativo è che cominciano a sembrare vecchi. 5 dei loro giocatori chiave hanno 12 o più anni di esperienza nella lega e Dirk gli è appena dietro con 10.

*Si spera che i loro vecchi corpi resistano, comunque la loro opportunità di vincere il titolo è passata, sembra evidente vedendo che sono la quarta squadra della loro division.

*Devono sperare che Josh Howard giochi da stella, così da evitare che le vecchie gambe di Stackhouse, Eddie Jones e Erick Dampier si consumino troppo.

*Jason Terry è vicino a quel punto della carriera dove chi ha fatto affidamento così tanto sulla rapidità, nel corso degli anni da professionista, inizia solitamente a rallentare.

*Aspettatevi che facciano i playoffs e magari anche il secondo turno, ma quella sarà l'ultima fermata per i Mavs di Mark Cuban.

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