Per gli standard NBA, la nuova point guard di Indiana, l’1,83 m per 75 kg (tutti da verificare) T.J. Ford, è piccolo. Ciononostante, il minuscolo Ford ha fatto per due volte parte di trade che sono andato contro la massima “mai scambiare il piccolo per il grosso”: Dopo la stagione 2006, i Bucks hanno spedito Ford al di là del confine, fino a Toronto, in cambio di Charlie Villanueva. Quest’estate, i Raptors hanno spedito Ford a Indiana (insieme a Rasho Nesterovic) in cambio del 6 volte All-Star Jermaine O’Neal. Toronto ha deciso che aveva un playmaker titolare di troppo e ha scelto di tenere Calderon, mentre sia i Pacers chee O’Neal pensavano che era meglio per entrambi salutarsi dopo 8 anni passati insieme, in grande parte positivi, ma spesso travagliati dagli infortuni occorsi al giocatore. Mandando O’Neal ai Raptors e acquistando Ford e Jarrett Jack (quest’ultimo in una trade sviluppatasi nel giorno del Draft) è abbastanza chiaro come pensano di giocare i Pacers. Con Ford e Jack Indiana migliora nella posizione dove prima era più debole, che è anche la più importante nel gioco corri-e-tira con grande propensione per il tiro da tre di Jim O’Brein. Verso la fine della stagione scorsa, il playmaker titolare dei Pacers era Travis Diener, dato che non sul spesso infortunato e molto volubile Jamaal Tinsley non si poteva contare. Per quest’anno, sulle possibilità del futuro di Tinsley, il presidente dei Pacers, Larry Bird, è stato molto chiaro nello specificare che i giorni di Jamaal con la maglia a strisce dei Pacers sono finiti: “Jamaal quest’anno non giocherà con noi.” Ok, quindi Bird ha deciso di puntare su Ford e Jack, che l’anno scorso a Portland ha perso il posto in quintetto a vantaggio di Steve Blake, per far correre la squadra. Anche se non è un dogma come nell’attacco “In sette secondi o meno” di Mike D’Antoni, o nel “Prendete qualsiasi tiro” di Don Nelson a Golden State, la fiducia che O’Brien ha nel gioco ad alto ritmo farà sembrare i Pacers una squadra che va alla velocità della luce in una Eastern Conference dove per lo più si cammina per giocare un attacco a metà campo che coinvolga i lunghi. Indiana ha segnato 103.8 punti a partita, la seconda miglior squadra ad Est dopo i 104.4 punti di Orlando. Ma come ha fatto notare John Schuhmann per tutta la stagione nei Power Rankings di NBA.com, i Pacers possono anche aver giocato ad alta velocità, ma sono stati comunque poco efficienti, viaggiando a una media di 107.5 punti per 100 possessi, la 20esima della lega. Sarà compito di Ford, Jack e Diener spingere l’attacco, e tagliare le aree avversarie a metà per servire i tiratori piazzati sull’arco, come Mike Dunleavy, che l’anno scorso ha di gran lunga giocato la sua stagione migliore da quando è un professionista, viaggiando a medie di 19.5 punti, 3.5 assist e 5.3 rimbalzi. E poi c’è anche l’altra stella, Danny Granger, un 2,03m che sa tirare dal perimetro o giocare dentro l’area al livello dei migliori di questa lega. Ma tanto, questi nuovi Pacers, sono buoni in attacco, quanto la difesa lascia molto a desiderare. Vediamo cosa hanno fatto l’anno scorso: 15esimi nella Lega per efficienza difensiva, ma con 109.1 punti subiti per 100 possessi, il che fa 1.6 punti peggio della loro efficienza offensiva. Questo significa che i Pacers non sono stati capaci di utilizzare la difesa (anche nella forma di stoppate e recuperi) per alimentare il loro contropiede. Per come stanno le cose adesso, senza un notevole miglioramento in difesa, l’attacco dei Pacers dovrà lavorare davvero tanto per portare a casa qualche vittoria. Il Giocatore da Tenere d’Occhio Ora che O’Neal se ne è andato, il nuovo volto dei Pacers è l’ultra-talentuoso Granger. Non mi credete? Bene, allora andiamo a chiedere conferma a Conrad Brunner di Pacers.com. Lui pensa che Granger sarà l’uomo attorno al quale di Pacers costruiranno fuori e dentro al campo: “Granger è troppo importante per il futuro della franchigia per potersi permettere di lasciarselo scappare. Quasi subito dopo lo scambio di Jermaine O’Neal, Granger è diventato il nuovo volto di questa organizzazione. In una squadra priva di stelle, lui è l’unico su cui puntare.” Quindi l’anno prossimo Granger avrà il doppio peso di far migliorare i la squadra sul campo e l’immagine dei Pacers fuori. Granger, almeno sul campo, sta prendendo molto seriamente questo compito. Date un’occhiata alle sue cifre. Ogni anno, Granger ha migliorato le medie di punti e rimbalzi e le sue percentuali da tre punti e ai liberi. Nell’ultima stagione, i suoi 19.6 punti a partita sono stati l’11esima miglior media tra le ali piccole, mentre i suoi 6.1 rimbalzi fanno di lui il sesto miglior “3”. Solo tre ali piccole hanno avuto una combinazione delle due medie migliore della sua, e si tratta di tre All-Star: Lebron, ‘Melo e Josh Howard. Niente male. Fuori dal campo, il nativo di New Orleans ha aiutato i suoi parenti vittime dell’Uragano Katrina, donato soldi alla sua alma mater, e sta cominciando a conquistare Indianapolis -- anche la notoriamente scettica comunità di blogger -- diventando una presenza all’ìinterno della comunità. Scouting Report * L’aggiunta di una point guard veloce come T.J. Ford dà a O’Brien quel tipo di velocità di cui ha bisogno per rendere il suo attacco giocato ad alti ritmi più produttivo. * Con la partenza di O’Neal l’area sarà più sgombra per i penetra-e-scarica di Ford verso i tiratori che i Pacers schiereranno. * Sfortunatamente, sulla lunga distanza, è la difesa che fa vincere le partite, la mancanza della quale sarà probabilmente il tallone d’Achille dei Pacers di questa stagione. * Ma se Roy Hibbert rappresenterà un qualsiasi tipo di presenza difensiva, allora i Pacers potrebbe provare a dire la loro anche nella loro metà campo.