Scambiereste Elton Brand e Corey Maggete per Baron Davis e Marcus Camby? Firmando il Barone in uscita da Golden State e ottenendo Camby dai Nuggets in cambio di niente, se non una scelta al secondo giro, i Clippers sono riusciti a sopravvivere alla sospetta partenza di Elton Brand per Philadelphia e la “gita” a nord della costa di Maggette, finito ai Warriors, uscendone forse anche più forti. E’ comprensibile capire perchè la defezione di Brand sia stato un boccone duro da ingerire per i tifosi dei Clippers. “L’altra” squadra di L.A., da anni zimbello della lega, raramente è in grado di combinare qualcosa di buono, e Brand era il pilastro su cui si poggiava la squadra che nel 2005-06 aveva vinto 47 partite di regular season e aveva raggiunto il secondo turno ai playoffs. Ma alla volte le emozioni offuscano i fatti, e la realtà è che Brand l’anno scorso ha giocato solo 8 partite, a Marzo farà 30 anni e sta cercando di recuperare da una lesione al tendine d’Achille. Davis dà ai Clippers una guardia molto atletica e mobile che in alcune serate è tra i pochi in questa lega che può letteralmente dominare una partita. Il suo gioco consiste nel rubare palla, correre in contropiede, creare per i compagni, e gli piace tanto far piovere triple quanto schiacciare in faccia a qualche malcapitato difensore (ahem, Andrei Kirilenko): insomma, uno dei giocatori più completi della NBA, quando sta bene ed è motivato. E con questo non intendo dire che quest’anno B-Diddy non avrà problemi fisici e sarà sempre concentrato. Nessuno può dire che le richieste di biglietti, i party e le possibilità cinematografiche che gli offriranno i suoi amichetti californiani, più tutti i vecchi compagni di UCLA, non distrarranno almeno un po’ l’Uomo Barbuto. Aggiungete che Davis sembra un po’ più paffuto del solito nelle foto che lo ritraggono insieme a Jessica Alba sulla spiaggia. La Alba ha appena partorito, ma il suo corpo sembra comunque più tonico dell’uomo da 65 milioni di L.A. Solitamente uno vorrebbe che la propria stella passasse la postseason allenandosi con un trainer fidato come Tim Grover, David Thorpe o Idan Ravin. Invece, Davis ha ammesso di seguire il regime alimentare di Jenny Craig, una guru della perdita di peso americana. Non è uno scherzo. Ma all’infuori degli affari privati del Barone, c’è molto da amare di questi Clippers. Al Thornton ha avuto una buona seconda parte di stagione, un po’ come tutti i rookie, Durant incluso, dell’anno scorso; Chris Kaman fa parte di quella manciata big-man ancora capaci al giorni d’oggi di giocare sul serio spalle a canestro, ed è anche uno dei migliori rimbalzisti della lega; Cuttino Mobley, Tim Thomas e il free agent Ricky Davis possono solo metterla dentro; il rookie combo guard Eric Gordon e l’ibrida ala DeAndre Jordan sono prospetti che fanno ben sperare. Mike Dunleavy inizia la sua sesta stagione al timone di L.A:, diventando incredibilmente uno dei coach che da più tempo allena la stessa squadra, nonostante la sua panchina tradizionalmente sia considerata stabile come la Faglia di Sant’Andrea. Migliorare il misero 23-59 dell’anno scorso dovrebbe essere l’obbiettivo minimo per questa squadra così rinnovata, e se per caso tutte queste facce nuove decidessero di giocare insieme, come una squadra, allora questi Clips potrebbero dire la loro anche ai playoff iper-competitivi dell’Ovest. Il Giocatore da Tenere sott’Occhio Tim Duncan. Shane Battier. David West. Che cosa accomuna questi tre giocatori? L’etica del lavoro? Si. Il rispetto per i propri compagni? Assolutamente. La capacità di giocare in entrambe le metà campo? Tutto vero. Ma la cosa che più li unisce è l’aver finito il college prima di passare ai pro. Al Thornton, 2,03m per 100 chili di grazia e potenza, ha passato quattro anni tra dormitori, esami e cene in mensa. Questi quattro anni ripagheranno Thornton come lo hanno fatto con Duncan, Battier e West? Se possiamo prendere la sua stagione da rookie come indicazione, si direbbe che Al ha fatto la scelta giusta. Con il roster di L.A. che subisce più cambiamenti di quanti vestiti cambi una soubrette in una diretta in prima serata , la crescita di Thornton può realizzare o infrangere i sogni di playoff dei Clips. Se Thornton migliorasse a partire dai 16.1 punti e i 5.8 rimbalzi a partita che ha fatto registrare negli ultimi tre mesi di regular season, sarebbe sulla strada giusta per meritarsi il suo master degree nella NBA. Scouting Report * I Clippers hanno aggiunto dei buoni giocatori in stagione, ma la perdita di Brand potrebbe essere un’assenza troppo difficile da colmare. * Marcus Camby dà loro un po’ di presenza difensiva, qualcosa che mancava dai sistemi di Mike Dunleavy dai tempi di L.A.. E ovviamente Baron Davis, che ha un talento offensivo pari a molti altri nella NBA, non è secondo a nessuno quando si tratta di ego e di sicurezza di sé, ma questo non è quello di cui la squadra ha bisogno. * Chris Kaman è un centro solido e consistente, e che, con o senza EB, continuerà ad essere la minaccia principale dei Clips in post basso. * Sfortunatamente gli anni migliori di Mobley sembrano essere già andati, e Tim Thomas deve ancora riuscire ad imbroccare tre serate di fila da quando è nella NBA. Ha giocato bene nei playoff, ma se non aiuterà la sua quadra anche in regular season, allora comincerà a diventare complicato guadagnarsi la qualificazione. * Se Al Thornton continuasse a maturare potrebbe dare una mano. * Una cosa è certa, i Clippers continueranno ad essere una delle squadre meglio preparate fisicamente della lega, il che potrebbe anche essere un inconveniente, poiché BD odia le sedute e gli piace solo giocare le partite.