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Los Angeles Lakers

I Lakers potranno pure essere stati a 2 sole vittorie dal vincere il titolo l'anno scorso contro i Celtics, ma il margine che ha veramente fatto la differenza nella serie è stato il più 30 a rimbalzo che Boston ha accumulato nel corso delle 6 partite.
LALakers
I lunghi titolari dei gialloviola, Lamar Odom, Vladimir Radmanovic e Pau Gasol hanno l'altezza necessaria per fare a gara di carambole sopra il ferro, ma, come si è visto, nella lotta a rimbalzo essa è solo una delle parti dell'equazione. I più duri Kevin Garnett, Kendrick Perkins e Leon Powe hanno avuto vita facile contro i molli avversari.

Ovviamente, la battaglia sotto le plance non è stata l'unica sfaccettatura della serie che ha fatto sfumare le speranze di titolo di L.A. Un'altra importante lacuna per i Lakers è stata la difesa, sia quella degli "strangolatori di Boston" su Kobe sia quella dei gialloviola stessi, che non è riuscita a fermare ne i "Big Three", ne i tiratori da 3 dei Celtics.


Los Angeles Lakers

Bryant ha riconosciuto i 2 problemi immediatamente dopo la fine di gara6. "Penso che se riusciremo ad imparare qualcosa da questa serie è che non possiamo aspettarci di vincere un titolo impegnandoci solo sul lato offensivo." Ha detto Bryant. "Dobbiamo anche riuscire a limitare le squadre dal lato difensivo. Non siamo male in questo, ma penso che potremmo essere molto meglio."

Quando gli è stato domandato se riavere un Andrew Bynum sano sarebbe stata la chiave per convertire queste debolezze in punti di forza, Kobe ha detto che che Bynum da alla squadra "rimbalzi e stoppate sotto canestro - risolve un paio di quei problemi."

Il 213 centimetri per 129 Kg di peso è arrivato al training camp al 100% dopo aver speso l'estate nella riabilitazione dell'infortunio al ginocchio di cui soffrì in Gennaio. A solo 20 anni, Bynum non migliora solo giorno per giorno, ma minuto per minuto, passo dopo passo, attimo per attimo. Ha avuto 13,1 punti e 10,2 rimbalzi nelle 35 partite che ha giocato nel 2007/2008, ma stava arrivando al culmine prima di infortunarsi. Nelle 6 gare giocate nel 2008, infatti, aveva delle medie di 17,3 punti e 12,2 rimbalzi a partita.

"Black Mamba" ha portato il suo nuovo mantra difensivo con lui a Pechino, dove ha partecipato alle Olimpiadi con la squadra americana. Bryant si è dato un nuovo soprannome, "The Doberman", e si è preso la responsabilità di marcare di volta in volta il giocatore avversario più pericoloso.

Se Bynum tornasse quello dell'anno scorso, L.A. potrebbe schierare come ala piccola, ala grande e centro circa 6 metri e 30 centimetri di ottimi giocatori che si completerebbero poi con un settore piccoli che comprende l'MVP della lega Kobe Bryant e Derek Fisher, un ottimo playmaker.

L.A. è la favorita a ripetersi come regina dell'Ovest, ma non aspettatevi che il ritorno di Bynum faccia aumentare di molto le 57 vittorie dell'anno scorso. Nella durissima e profondissima Western Conference, raggiungere 60 vittorie sarà come averne infilate 70 in qualsiasi altra stagione. Una cosa è sicura, se i Lakers riusciranno a difendere il loro posto come rappresentanti dell'Ovest in finale, dipenderà tutto dalla difesa.

Il Giocatore da tenere d’Occhio

Il capitano dei Lakers è Derek Fisher, ma Lamar Odom, l’ala mancina tanto talentuosa quanto frustrante, è quello che dovrebbe avere la “C” sulla sua uniforme.

Questa stagione è l’ultima che lega ai Lakers il nativo New York, proprietario di un corpo di 2.08 m per 104 kg, e intestatario di impressionanti medie di 15.6 punti, 8.9 rimbalzi e 4.4 assist, collezionati in 9 anni di carriera NBA. Quando vuole (o riesce) è uni degli all’around più dinamici della lega. Ha un talento innato per i rimbalzi, mani morbide e un campionario di finte che da sole lo portano a canestro.

Il problema sta nel fatto che è costante come le ultime due stagioni di Entourage (ndt. serie tv americana). Vedi un po’ di episodi convincenti, seguiti di colpo da uno che fa veramente schifo, e pensi che forse la serie/il giocatore non ti piace per niente.

Parlando con i media durante la preaseason, Phil Jackson ha rivalutato il ruolo di Odom, giocando con l’idea di dare il posto in quintetto di L.O. a Trevor Ariza, nel caso non Lamar non portasse quell tipo di intensità di cui il coach pluricampione NBA ha bisogno. Ma pensa, lo Zen Master tutto d’un tratto vuole intensità. Deve essere stata l’iperattività di Kevin Garnett in Finale a fargli cambiare idea.

Odom non deve però diventare come Big Ticket, ma devo comunque portare molto di più alla causa della sua squadra se vuol portarla di nuovo alle Finals, e se vuole un altro contrattone.

Scouting Report

* La NBA è stata entusiasta di riavere i Lakers di nuovo in Finale, ma non credo che possa riaccadere.
* Kobe è ancora uno dei migliori a giocare questo gioco ma manca in ciò che a MJ riusciva meglio, ovvero nel rendere i suoi compagni giocatori migliori.
* Si, Pau Gasol e Andrew Bynum sono buoni giocatori, ma non al livello di quello che sono stati Scottie per Michael o McHale per Bird, o Shaq per D. Wade.
* Radmanovic ha troppi alti e bassi, e quando il suo tiro non entra è una tassa che paghi.
* Il resto della squadra è nella media, il che, nella agguerrita Pacific, potrebbe non bastare per guadagnarsi il fattore campo nei primi turni.
* Difensivamente sono nella media, non rispettano gli standard a cui Phil Jackson era abituato.
* Offensivamente, finchè avranno Kobe, saranno sempre in grado di mettere punti sul tabellone, ma non abbastanza,credo, per ritornare in Finale.

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