Sono tante le storie che hanno circondato i Miami Heat da quando hanno finito la stagione 2007-08 con il peggior record della NBA (15-67). Ma una le batte tutte per importanza. Dwyane Wade è tornato. Dopo due stagioni travagliate dagli infortuni, Wade a Pechino è sembrato di nuovo esplosivo e dominante, aiutando la sua nazionale a vincere la medaglia d’oro come miglior marcatore della squadra e probabilmente, anche il suo miglior giocatore. "Stando bene” ha detto Wade al New York Newsday, "il livello del mio gioco tornerà ad essere quello di un tempo.” E come abbiamo visto nei playoffs del 2006, un Dwyane Wade in salute è forse il meglio che si può trovare in questa lega. Ancora prima di guardare al resto del roster di Miami, solo l’aver visto come ha giocato Wade in Cina farebbe pensare che gli Heat potrebbero tornare ai playoffs fin da subito. E’ tornato ad essere uno dei migliori 5 giocatori al mondo: non puoi tenerlo quando decide di andare dentro, e il suo tiro in sospensione migliora ogni giorno di più. Realisticamente, dietro alle quattro o cinque squadre considerate più forti, la Eastern Conference è molto aperta. Quindi, passare dal vincere solo 15 partite a fare i playoffs è certamente possibile con un Wade al 100%. "Sarà dura," ha detto Wade, "ma lotteremo tutto l’anno per guadagnarci un posto ai playoffs. " Oltre a Wade, l’unico altro attuale giocatore degli Heat ad aver vinto il titolo NBA con Miami tre stagioni fa è Udonis Haslem (Dorell Wright era in roster, ma non giocò). Anche il coach, recentemente inserito nella Hall of Fame, di quella squadra, Pat Riley, è passato a ruoli dirigenziali (definitivamente? Chissà…). In aggiunta, con il declino/partenza di Shaquille O’Neal e il declino/partenza di Jason Williams, gli Heat hanno dei buchi belli grossi sull’asse playmaker-centro. E, comunque, questa resta una squadra che l’anno scorso, con Wade in campo, ha avuto un record di 10-41- Ma hanno Haslem, Shawn Marion e la seconda scelta assoluta Michael Beasley, un interessante trio di ali. Con quel buco nello spot 5 (che di certo quel che resta di Jamaal Magloire non andrà a coprire), il nuovo coach Erik Spoelstra giocherà molto probabilmente con le tre ali insieme, così da poter tenere i suoi migliori giocatori in campo. E scambiarne uno rimane sempre una via percorribile. Riempire il buco che c’è in cabina di regia sarà più difficile. Chris Quinn, che l’anno scorso è partito in quintetto in 25 partite, dovrebbe essere il titolare designato, almeno all’inizio, finchè non sarà data una possibilità al rookie da Kansas Mario Chalmers, 34esima scelta assoluta. In ogni caso, anche a Wade sarà chiesto di portare su palla. Ma più palloni toccati da Wade sono una buona cosa. Il nativo di Chicago è pronto a proseguire la sua parabola cestistica, che in soli tre anni lo ha visto sul tetto del mondo della pallacanestro. Il supporting cast non è più quello di una volta (che fine hanno fatto tutti i tiratori?), ma la sua stella brilla più che mai. Il Giocatore da Tenere d’Occhio Non ci sono dubbi sul fatto che Michael Beasley ha il talento e gli strumenti per poter diventare un giocatore di impatto nella NBA. Viaggiando a medie di 26.2 punti e 12.4 rimbalzi nella sua annata da freshman a Kansas State, Beasley al college ha dominato. Ma ci sono dubbi sul suo atteggiamento. Ha la fama di non essere proprio un genio, e ci sono innumerevoli storie a testimoniarlo. L’ultimo esempio risale a settembre, quando è stato coinvolto nell’incidente avvenuto al Rookie Transition Program, in cui decise di non collaborare con gli investigatori. Beasley ha però la qualità di non fare pesare troppo i suoi difetti caratteriali, perchè, può anche non essere un genio, ma quando si allena, si allena duro, per poter diventare il miglior giocatore possibile. E se ciò accadesse, lui e Dwyane Wade sarebbero un duo che nel futuro prossimo sarebbe davvero pericoloso. Scouting Report * Dwyane Wade è tornato. Speriamo per gli Heat, e per la lega, che possa rimanere sano. * Sfortunatamente per lui, sarà molto dura riuscire a riportare la sua squadra ai playoffs da solo. Si, c’è anche Shawn Marion, ma finchè continuerà a sentirsi sottostimato ovunque vada non riuscirà a giocare come sa. L’uomo dal tiro in sospensione bizzarro sarà la chiave della stagione degli Heat. * Possono solo due giocatori trascinare una squadra che ha subito uno dei più grandi turnover di giocatori negli ultimi due anni, e che ha riempito il suo roster con giocatori che non vanno esattamente in giro con l’etichetta di “vincenti”? E’ molto difficile, anche se siamo a Est, ed è un peccato. * Chiunque vorrebbe vedere D-Wade tornare sui grandi palcoscenici. Lui, Lebron e Kobe sono i tre giocatori più talentuosi della NBA. Beh, MJ era in grado di portare la sua squadra ai playoffs da solo, e se qualcuno è ancora in grado di farlo, questo è D-Wade.