Il 29 Settembre, al Cousins Center di St. Francis, Wisconsin, i Milwaukee Bucks si sono presentati ai media locali. I fans sperano che, una volta spente telecamere e registratori, i giocatori spendano del tempo anche presentandosi tra di loro. In questa offseason, poche squadre in tutta l'NBA sono cambiate tanto quanto Milwaukee, dai dirigenti all'allenatore fino ad arrivare alle 10 facce nuove del roster, questi non sono certo i Bucks cui era abituato vostro padre. A dire il vero non sono neanche i Bucks cui era abituata mia figlia di un anno..! Se c'era una squadra che aveva bisogno di cambiare completamente, a parte i New York Knicks, quelli erano i Bucks. La scorsa stagione, infortuni, inesperienza e egoismi vari si erano andati a sommare creando una miscela tossica che ha portato ad un record di 26 vittorie e 56 sconfitte, il terzo peggiore nella storia della franchigia. Alla fine dello scorso anno, persino un fan per nulla accanito avrebbe notato che ai giocatori non interessava più di tanto dei propri compagni di squadra. Ad ogni modo, alla maggiorparte dei tifosi di Milwaukee, che non vedono il proprio club vincere più di 43 partite dalla splendida volata fino alle finali di conference del 2001, non sarebbe importato nulla dei litigi interni allo spogliatoio, almeno finchè la squadra fosse riuscita a muovere la palla decentemente in attacco e a difendere con la giusta intensità. Peccato che i Bucks dell'anno scorso siano sembrati completamente disinteressati o incapaci di fare entrambe le cose. Questa squadra ha dunque bisogno di un po' di amorevole disciplina e il nuovo General Manager, John Hammond, sapeva a chi dare il lavoro: Scott Skiles. Nonostante abbia il record NBA per il maggior numero di assists dati in un singolo incontro, 30 contro i Nuggets nel 1990, Skiles è più conosciuto per la sua durezza e per i frequenti litigi con i suoi giocatori. Basta ricordare la faccenda del divieto della fascetta per i capelli e i problemi che ne seguirono con, l'allora centro dei Chicago Bulls, Ben Wallace. Lo stile abrasivo e per nulla accondiscendente di Skiles ha, alla lunga, comportato un deterioramento dei rapporti con i giocatori, è successo sia Phoenix che a Chicago. Comunque, la filosofia di Skiles, improntata sul movimento veloce del pallone in attacco e sulla difesa dura e attenta, di solito ha portato a risultati immediati. Nelle sue prime stagioni complete alla guida di Suns e Bulls, Skiles ha un record combinato di 98 vittorie e 66 sconfitte. Ce la farà Skiles a far cambiare rotta così in fretta anche a Milwaukee? La risposta a questo quesito potrebbe essere nelle mani dell'unico Buck che ha visto la squadra del Wisconsin cambiare più volte, ma che ha passato lì tutta la sua ottennale carriera: Michael Redd. Il medagliato di Pechino dovrà assumersi le sue responsabilità dentro e fuori dal campo per cercare di trasformare questa squadra in una pretendente ai playoffs. Nonostante l'aggiunta di Richard Jefferson all'ala piccola e la presenza in post basso di Andrew Bogut e in virtù del peso pecuniario del suo contratto e della sua longevità con il club, la squadra appartiene a Redd. C'è da dire che, da quando ha firmato per 6 anni, i Bucks di Redd hanno partecipato ai playoffs una volta sola e hanno un record combinato di 94 vittorie e 152 sconfitte nella regular season. Forse è questo il motivo per cui l'importanza di Redd per la franchigia è stata spesso discussa tra i blogs e i forum dei fans di Milwaukee negli scorsi 2 anni. Persino lo stesso giocatore è rimasto sorpreso dal non aver cambiato aria durante le pulizia di primavera di Hammond. Redd potrebbe mettere temporaneamente a tacere i suoi critici e ristabilire il suo status da All-Star cercando di legare in fretta con Skiles, d'altronde ha lui stesso ammesso di non essere andato molto d'accordo con l'allenatore della scorsa stagione, Larry Krystkowiak e il fatto che non si siano parlati molto guardandosi negli occhi non è certo dovuto al fatto che Krystkowiak è 10 centimetri buoni più alto di Michael. "Non c'era certamente un grande rapporto," Ha detto Redd. "Ma io sono un professionista e anche lui lo era, quindi abbiamo avuto una relazione professionale e nient'altro." Non esattamente la relazione diretta e intensa che i fans avrebbero voluto vedere tra il loro leader sul campo e l'allenatore della loro squadra. Ce la farà Redd ad entrare in sintonia con lo stile brutale, sfacciato e antipatico di Skiles? Se ce la farà, allora i Bucks potranno avere la possibilità di fare un po' di rumore ad Est. Se non ce la farà, potrebbe essere un'altra stagione da dimenticare per la città della birra. Il Giocatore da Tenere d’Occhio Dato che ho già parlato di Michael Redd nelle considerazioni generali sulla squadra, non posso ripetermi. Ogni squadra da playoffs ha perlomeno due o tre opzioni alle quali possono affidarsi per una consistente produzione offensiva. Per i Bucks, la numero 2 veste la maglia numero 6. Nella sua terza stagione nella NBA da quando è stato scelto con la prima scelta assoluta del Draft, Andrew Bogut ha dato segnali di poter essere una solida seconda bocca da fuoco per l’attacco dei Bucks. Mentre alcuni, puntando il dito al suo elevato numero di chiamata, dicono che questi progressi si stanno vedendo con due anni di ritardo, i Bucks sono contenti dei suoi miglioramenti e della sua maggiore affidabilità. Ha segnato il massimo in carriera in punti (14.3 ppg), rimbalzi (9.8 rpg) e stoppate (1.7 bpg), statistica che nel giro di due anni ha migliorato di una stoppata a partita. E’ un dato di fatto che Bogut abbia collezionato numeri importanti nella sua ottima stagione: nel 2007-08 ha segnato 20 o più punti in 19 occasioni, contro le 8 delle sue prime due stagioni; ha dato 4 o più stoppate in 14 gare, mentre nei primi due anni c’era riuscito solo una volta; per finire, ha collezionato 38 doppie-doppie, quando nelle stagioni precedenti si era fermato a 31. Non c’è da meravigliarsi che nella offseason i Bucks abbiano voluto firmargli l’estensione del contratto il primo possibile. Ora è tempo per Bogut di avere a che fare con aspettative ben più elevate. Scouting Report *Skiles porta durezza e uno stile di gioco sensato ai Bucks, i quali negli scorsi anni trattavano la difesa come quel periodo di attesa prima di riavere la palla in mano. * La chiave sarà far stare Michael Redd e Richard Jefferson sulla stessa pagina. Jefferson ha sempre dovuto condividere il palcoscenico con qualcuno, come Jason Kidd e Vince Carter, quindi questo non dovrebbe essere un problema per lui. * La domanda è: riusciranno a far capire a Redd di non spezzare i giochi e di non cercare di risolvere la partita da solo nel quarto quarto? Questi fattori, più la stagione va avanti, potrebbero portare una certa dose di frustazione nei suoi compagni. * Milwaukee dà l’impressione di essere migliorata sul versante difensivo, ma di essere comunque un punto di domanda in attacco. * Joe Alexander è un rookie interessante e con il suo atletismo, acquisendo man mano esperienza, può diventare un giocatore eccellente. * In ogni caso, non li prevedo ai playoffs per i prossimi due anni.