Il momento è arrivato. I New Orleans Hornets non sono più una squadra in crescita, sono una squadra che è cresciuta. Nonostante siano passate solo due stagioni da quando la squadra sguazzava nella lotteria e solo quattro da quando persero 64 partite, ora sono una delle poche squadre che hanno delle chance legittime di vincere il titolo NBA del 2009. Prodigi dell'NBA, gli Hornets sono passati da controfigure a protagonisti in pochissimo tempo. Hanno seguito la crescita del loro playmaker, Chris Paul, da esordiente dell'anno a candidato serissimo al premio di MVP e hanno aggiunto, durante il cammino, un paio di pezzi importanti per una squadra che è forte sia in attacco sia in difesa. Gli Hornets si sono classificati quinti nei punti segnati e ottavi nei punti subiti per possesso lo scorso anno. Questo li ha lanciati verso un record di 56 vittorie e 26 sconfitte e ad un viaggio in semifinale di conference, dove hanno trascinato gli Spurs ad una tesissima gara7 casalinga. Nonostante siano usciti sconfitti dal confronto, nel quarto periodo gli Hornets erano punto a punto con i campioni uscenti e Jennero Pargo sbagliò un tiro che avrebbe potuto riportare la partita in parità con un minuto sul cronometro. Quest'estate, l'addizione di New Orleans è stata James Posey, che li aiuterà in termini di leadership ed esperienza, cosa che è mancata in gara7. Posey ha appena vinto il suo secondo titolo dando ai Celtics un contributo notevole con i suoi canestri fondamentali e la sua ottima difesa. La squadra della Louisiana potrà anche averlo sovrapagato (avrà 35 anni alla fine del contratto), ma l'acquisizione vuol dire che il General Manager Jeff Bower pensa davvero che la sua squadra sia una seria pretendente. D'altronde, perchè no? In Chris Paul hanno il miglior regista dell'intera lega (e uno dei tre o quattro migliori giocatori). David West è un realizzatore da post-basso che arriva da una convocazione all'All-Star Game. Tyson Chandler è un lungo che è stato capace di raccogliere 11,7 rimbalzi a partita, l'anno scorso. Inoltre, Peja Stojakovic e Morris Peterson sono due tiratori eccellenti. Certo, Posey a parte, ci sono dubbi sulla qualità della panchina. Julian Wright ha mostrato lampi di talento durante la stagione scorsa e sicuramente porterà energia alla causa, ma è un'altra ala piccola. Quando si tratterà di dover sostituire il playmaker o un lungo, Byron Scott potrebbe avere problemi serissimi. Fortunatamente il suo quintetto è uno dei migliori della lega, i suoi tre migliori giocatori sono tutti abbastanza giovani e Paul potrebbe ancora migliorare come giocatore. Ha già ispirato paragoni con i migliori playmaker della storia e ha solo 23 anni, è sia un beniamino di pubblico e media sia un giocatore veramente competitivo quando è sul campo e vuole vincere il titolo. E' arrivato secondo nelle votazioni per lo scorso MVP e la sua reputazione è ancora in crescita e in più pensa che i suoi compagni siano alla sua altezza. "Sono lievemente preoccupato, ma penso che questa squadra abbia davvero ciò che serve per arrivare al livello successivo." Chi può affermare il contrario? Niente è garantito in questa lega. Una squadra può promettere bene un anno e fallire clamorosamente quello dopo, ma salendo sul treno-Paul, gli Hornets sono più vicini all'obbiettivo di quanto potessero immaginarsi. In questo momento, nella NBA, girano un sacco di “se”, molti dei quali riguardano lo stato di salute dei giocatori. Ma chi potrebbe risentire di più del problema infortuni è il quintetto base degli Hornets, poiché, tra le squadre da titolo, nessuna ha una panchina più corta. Jannero Pargo adesso è in Russia, il chè significa che il sostituto naturale di Chris Paul sarà Mike James o Devin Brown, non proprio il massimo come potere immaginare. E con Paul che viene da un’estate piena di impegni, in cui ha vinto l’oro olimpico a Pechino, non è un buon momento per non essere profondi nella sua posizione. A cambiare David West, che ha sofferto di un infortunio alla schiena negli scorsi playoffs, e Tyson Chandler, che è arrivato al camp degli Hornets ancora non al 100% dopo l’infortunio occorsogli al dito del piede nell’Aprile scorso, sono Melvin Ely e Hilton Armstrong. Nessuno dei due è affidabile. Quindi, dipenderà dal trainer Terry Kofler mantenere integri i titolari di coach Scott insieme alle speranze della squadra di arrivare in alto. E, certamente, basta guardare indietro di due anni per vedere cosa possono fare gli infortuni a questa squadra. Nella stagione 2006-07, Peja Stojakovic ha dovuto subire un intervento chirurgico alla schiena, riuscendo a giocare per sole 13 gare, David West si è infortunato al gomito e ha perso 30 partite, e Paul, per una caviglia slogata, in 18 occasioni ha dovuto sedere fuori dal campo. Gli Hornets, i quali con il senno di poi avrebbero potuto dire la loro anche in quella stagione, finirono la stagione 39-43, fuori dai playoffs per una differenza di tra partite. Byron Scott sta già prendendo le sue precauzioni per avere all’inizio della stagione un Paul riposato e in salute. Sa che la sua squadra è pronta per andare in fondo nei playoffs. Devono solo arrivarci tutti interi. Scouting Report 1 Gli Hornets, guidati da Chris Paul, si sono guadagnati estimatori in tutta la NBA. Sono pochi i giocatori nella NBA che riescono a migliorare i propri compagni di squadra, Paul è uno di questi, e lo fa sera dopo sera. 2 David West ha dimostrato di essere una delle migliori ale grandi a Ovest, e in coppia con Paul crea una combo piccolo-lungo di altissimo livello. 3 Aggiungi l’abilità di Peja Stojakovic di segnare da fuori anche con più avversari che gli attaccano da ogni parte e avrai una squadra davvero pericolosa. 4 Tyson Chandler è molto meglio di quello che pensavano che fosse quando lo hanno scambiato per PJ Brown qualche anno fa. E, di nuovo, forse che anche questo dipenda da Paul? 5 James Posey assicura carisma, fiducia ed esperienza in uscita dalla panchina dandogli un minimo di profondità, principale difetto degli Hornets dell’anno scorso. 6 Mo Peterson può far male anche nella metà campo offensiva, e adesso che conosce meglio I suoi compagni di squadra dopo aver passato un anno insieme, tenetolo d’occhio che potrebbe tornare la stessa macchina da tre punti che era 3 anni fa. 7 Il motivo per cui gli Spurs hanno battuto gli Hornets è che loro hanno un po’ più di profondità e moltissima esperienza. Ma NO è la squadra che dominerà la Southwest nei prossimi anni.