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Phoenix Suns
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Cosa si ottiene mescolando un calderone contenente l'ottimismo di un nuovo allenatore dalla mentalità difensiva e l'impatto di 3 trofei di MVP della stagione con il dubbio di avere 3 titolari che sommati fanno 94 anni?

Dei Phoenix Suns di cui nessuno sa il vero valore, ecco cosa.

Il tempo dei "7 secondi o meno" è finito: Mike D'Antoni è a New York, Shawn Marion è a Miami e Steve Nash non è più da almeno una stagione il miglior playmaker della lega.

Le enormi differenze di filosofie di gioco tra il General Manager Steve Kerr e D'Antoni hanno portato all'assunzione di Terry Porter e di una mentalità decisamente più accorta e responsabile rispetto a quella dell'odierno allenatore di New York.

"Sarò molto diretto quando si tratterà della difesa" Ha detto Porter alla conferenza di presentazione. "Quando si parla di difesa, dev'esserci un vero desiderio e ci devono essere un sacco di ripetizioni."

I tifosi dei Suns si devono anche aspettare un ulteriore ingigantimento del ruolo offensivo di Amare Stoudemire, che riceverà ancora più palloni e diverrà il punto focale dell'attacco di Phoenix. Stoudemire è al suo settimo anno nella lega e al suo terzo dopo l'incubo dei due interventi chirurgici: la microfrattura al ginocchio sinistro del 2005 e l'operazione in artroscopia subita al ginocchio destro nel 2006, che lo costrinsero a saltare un'intera stagione NBA.

Offensivamente, Stoudemire è senza dubbio il miglior lungo della lega, mette a referto 25 punti a notte, si aggira sul 60% dal campo, l'80% dalla lunetta e ha un tiro dalla media puro come quello di tutte le guardie della lega fatta eccezione per Rip Hamilton.

Quello che Amare non ha, nonostante i suoi 208 centimetri per 112 Kg di talento atletico, è una buona reputazione in ambito difensivo. Troppe volte ha azzardato il movimento difensivo, sbagliando, e troppo poche volte ha tirato giù il rimbalzo decisivo per la squadra.

Phoenix, l'anno scorso, si è trovata davanti al primo turno dei playoffs i San Antonio Spurs, una situazione non certo invidiabile, è la terza volta negli ultimi 4 anni che i Suns vengono buttati fuori dai nero argento. Dopo essere stati gomito a gomito con gli Spurs per tutta la, storica, gara1, Phoenix non ha più dato segni di vita ed è stata eliminata in 5 partite

Escluso il cambiamento di allenatore, il cast della squadra è lo stesso dell'anno scorso a parte le addizioni di Matt Barnes, che ha ben figurato nel "run-and-gun" di Don Nelson, e il rookie Robin Lopez, che era conosciuto più che altro per meriti difensivi, ma che nella summer league ha dimostrato di avere anche qualche movimento in attacco.

La gente ricorda che i Suns sono scivolati al sesto posto ad ovest, l'anno scorso, ma dimentica che hanno comunque vinto 55 partite e i Lakers sono stati i primi con 57 vittorie. Se Nash & Co. avessero ottenuto 2 vittorie in più, sarebbero stati gli incaricati di eliminare Denver dalla postseason. Fosse andata così, staremmo tutti guardando questa squadra in modo decisamente diverso. Certo, si tratta di revisionismo storico, ma penso sia concesso quando si parla del quintetto che schiera quelli che, probabilmente, sono il miglior centro e il miglior playmaker della loro era.

Non si può fare a meno di considerare anche l'esperienza, la professionalità e l'abilità degli altri giocatori di contorno. Raja Bell è un guerriero ed è uno dei migliori della lega quando c'è da segnare un canestro da 3 punti decisivo. Leandro Barbosa è più veloce del 99% dei suoi colleghi. Boris Diaw può interpretare qualunque ruolo, dal playmaker al centro. Grant Hill sembra essere il classico consumato veterano (alla Ray Borque o Reggie White o Michael Finley) che prima o poi è destinato a vincere un titolo.

Porter ha "solo" da trasformare un'auto che sembra vecchia e usata, in una sportiva nuova di pacca.

Il Giocatore da Tenere d'Occhio.

Quanto è rimasto in serbatoio a Big Diesel?
Proviamo a rispondere a questa domanda con le informazioni che abbiamo. E’ il 17esimo anno della notevole carriera di Shaq, e O’Neal continua ad essere uno degli esseri umani più grossi del pianeta, con i suoi 2,16 metri per 147 chili, e dà il merito ai preparatori atletici di Phoenix per averlo messo in una forma fisica che da anni si sognava; è ancora in grado di segnare 15 punti tirando con il 60%, prendere quasi 10 rimbalzi, a cui aggiunge un paio di assist, un paio di stoppate; vuole il suo quinto anello, e tutti sappiamo che uno Shaq motivato è una forza con cui bisogna sempre fare i conti.
Se O’Neal può giocare più di 30 minuti a partita senza soffrire di problemi di falli rimanendo in forma, l’efficacia difensiva di Phoenix ne avrebbe solo da guadagnare. In più uno Shaq attivo libererebbe pressione da Amare, non permettendo agli avversari di raddoppiare su nessuno dei due..
Di certo, non è ancora “a secco”.
Scouting report
*Hanno ancora del talento in squadra, ma in passato il bello di questa squadra stava nel massimizzare quel talento nella metà campo offensiva.

*Con un cambio di filosofia di gioco, questa squadra potrebbe mancare l’obbiettivo dei playoffs per la prima volta in anni.

*Steve Nash è nella fase declinante della sua carriera e Amare Stoudemire non beneficerà di una pallacanestro giocata a ritmi inferiori e più controllati.

*Grant Hill è l’ombra del giocatore che era, e Shaq non sembra avere più interesse a mantenersi in forma tale da reggere i ritmi ossessivi del calendario NBA.

*Anche Diaw e Bell vedranno scendere le loro cifre nel passaggio ad un stile di gioco più compassato, e dovranno confidare soprattutto nell’abilità di smarcarli di Nash per poter prendere i loro tiri.

*Difensivamente Shaq è ancora un fattore e Amare può intimidire gli avversari nei dintorni del canestro, ma sicuramente faticheranno contro gli avversari più abili nel tiro da fuori e contro quelli che saranno in grado di portare Shaq fuori dall’area grazie al pick and roll.



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