Non si possono fare pronostici sui San Antonio Spurs in un anno dispari senza considerare che i quattro anelli dei texani sono stati tutti vinti in anni che non si possono dividere per due senza l’ausilio di una frazione: 1999, 2003, 2005 e 2007. Non tenere conto di questo genere di superstizioni sarebbe come rifiutarsi di augurare a un amico che sta andando in Irlanda di incontrare un folletto. E’ una cretinata, ma va fatta. L’anno scorso San Antonio ha vinto 56 partite di regular season, eliminando i veterani dei Suns e la gioventù degli Hornets dai playoffs, prima di essere nettamente battuta nelle Finali di Conference dai Lakers per 4-1. Gli Spurs hanno dato l’impressione di essere diventati troppo vecchi, sono sembrati lenti, ma saranno… finiti? Ovviamente no. Finiti? Ma va’! Questa squadra dura più della carne in scatola. La loro eliminazione è solo la combinazione dei problemi alla caviglia di Manu Ginobili e un Kobe Bryant che ha giocato la migliore pallacanestro della sua vita. Quindi San Antonio è stata vittima degli infortuni e ha avuto cattivo tempismo? Non esattamente. Gli Spurs hanno raggiunto il loro zenith. Permettetemi di paragonarli per un secondo ad un film, e quale miglior classico potrei scegliere se non “Cool Runnings - 4 sotto zero”? Gli Spurs sono una specie di “Cool Runnings” a 10 minuti dalla fine del film. Le scene migliori sono già tutte passate. Le serie contro i Knicks del 1999 è come la divertentissima scena in cui Sanka cerca di ottenere dei soldi cantando per le strade giamaicane. Quindi il titolo del 2003 contro New Jersey è la scena in cui John Candy scommette 5,000 $ con un suo vecchio amico che avrebbe portato i ragazzi giamaicani alle olimpiadi di Montreal. Poi, di certo, la finale vinta contro Detroit è come la prima volta in cui Sanka viene fuori con il tormentone “feel the rhythm, fell the rhyme”, mentre il climax, il momento più alto di questo ciclo degli Spurs, nonché la miglior scena del film, è il discorso epico del “Io vedo l’orgoglio, io vedo potenza” che Malik Yoba fa a Junior nei bagni prima di mettersi a fare rissa con gli Svizzeri in un bar. Il loro meglio i texani lo hanno dato, nessun dubbio, ma potrebbero vivere un momento memorabile nel loro futuro. Tutti sanno che “4 sotto zero” peggiora dopo la rissa nel bar, ma si ha un’ultima impennata quando il telecronista dice “Beh, al diavolo, forza Jamaica!” durante la diretta dell’ultima gara valida, per la medaglia, seguito dal padre di Junior che dà il via al miglior “applauso lento” di tutti i tempi dopo che i ragazzi sono caduti e hanno deciso di finire la gara portando la slitta in spalla. Gli Spurs hanno ancora la scena dell’applauso. Tim Duncan, se vincesse un altro anello, passerebbe dall’essere uno dei primi dieci lunghi di tutti i tempi a uno tra i primi cinque; Tony Parker, che continua a giocare una pallacanestro che non ha nessuna logica fisica, e avrà raccolto i vantaggi che derivano dall’essere sposati con Eva Longoria ed essere comparso sulla copertina di NBA LIVE 09, non vuole altro che riuscire a giocare bene fino a giugno; Manu Ginobili ha ancora tre o quattro ultimi quarti da 15 punti da giocare in una gara decisiva di una serie; e Gregg Popovich è un coach troppo bravo per non riuscire a spremere un altro titolo dai suoi giocatori. Cosa hanno fatto gli Spurs in questa offseason per combattere l’avanzare dell’età? In realtà niente. Hanno scelto George Hill al Draft, che è destinato a giocare come backup di Tony Parker nei minuti lasciati liberi da Jacque Vaughn; hanno preso Roger Mason come free agent di rilievo, da innescare quando Michael Finley e Robert Horry daranno preoccupanti segni di cedimento; e daranno a Salim Stoudamire la chance di riempire il ruolo di tiratore lasciato libero dalla partenza di Brent Barry. C’è sempre la possibilità che il 2009 sia l’ultimo grande momento della dinastia degli Spurs, prima dei titoli di coda. Il Giocatore da Tenere d’Occhio C’è solo una manciata di giocatori nella lega che possono fare quello che fa Manu Ginobili in attacco. Non voglio sembrarvi John Madden, ma questo è un ragazzo che sa tirare bene dal perimetro sia piedi per terra che dal palleggio, che danza tra gli avversari con il suo dribbling mancino, galleggia in aria, sa appoggiarla al tabellone o tirare cadendo all’indietro, sa come prendere fallo, e pure piazzare una schiacciata in faccia a qualcuno, una volta ogni tanto. A elencare tutte le sue qualità (a parte il fatto di essere mancino) verrebbe in mente Kobe Bryant, Allen Iverson, Tracy McGrady. Invece dovreste pensare, e capire, che Tim Duncan non è l’unico responsabile di tutte quelle parate sulla Riverwalk che hanno fatto negli ultimi anni a San Antonio. Gregg Popovich una volta ha descritto Ginobili come “hell bent for leather” (ndT. Modo di dire americano, che non ha un diretto equivalente in italiano, ma che significa “muoversi a velocità sconsiderata”). Anche senza sapere cosa vuol dire, sapete cosa vuol dire. Vuol dire che Manu entra in campo contro dei panchinari che non sono al livello del detentore del trofeo di Sesto Uomo dell’Anno, e che l’argentino potrà fare esattamente ciò che vuole quando è sul rettangolo di gioco. Ma c’è un’altra cosa da dire. Perché possa fare tutto questo, deve essere in buone condizioni fisiche. Ed è qui che subentrano nel discorso i suoi problemi alla caviglia sinistra. Nei playoffs dell’anno scorso, contro i Lakers, non era in grado di rendere come poteva, il resto che riusciva a dare fisicamente lo ha immolato alla causa della sua nazionale ai Giochi Olimpici. A settembre è andato finalmente sotto i ferri e il suo rientro è previsto per gennaio. Riuscirà a tornare ad essere il fenomeno che era prima, o d’ora in poi vedremo solo una versione ridotta di questo giocatore così unico? Scouting Report * E’ una stagione dispari, quindi gli Spurs torneranno alla caccia del titolo. * Quando lasci in panchina un giocatore che in qualsiasi altra squadra sarebbe un titolare di alto livello, allora sai di essere profondo. Manu Ginobili è uno dei giocatori più solidi della lega fin da quando è arrivato in America. Quanto ci metterà a sistemare la sua caviglia malandata? Gli Spurs sperano poco tempo. * Certamente Tim Duncan è una di quelle superstar che guidano i compagni con l’esempio costringendo tutti ad essere al suo livello di impegno e intensità. Gregg Popovich è probabilmente il miglior coach della NBA e ha a disposizione un roster che farebbe invidia a qualsiasi coach. * La solidità in difesa di Bruce Bowen, la capacità di Michael Finley di segnare e difendere, e l’abilità di Tony Parker di andare dove vuole con la palla, rende gli Spurs la squadra di basket più equilibrate del pianeta. * Se non avranno problemi di infortuni - e Ginobili tornerà in sesto velocemente – vinceranno il titolo NBA.