La parola “se” è un importante strumento al servizio del giornalista sportivo. Ci permette di fare dei pronostici che non ci possano poi essere rinfacciati una volta che si fossero dimostrati errati. Per esempio, ve ne faccio uno: i Toronto Raptors saranno una delle migliori squadre della Eastern Conference nel 2008-09 SE Jermaine O’Neal starà in forma, SE il ginocchio sinistro di O’Neal tornerà forte e SE Andrea Bargnani incomincerà a giocare come una prima scelta assoluta. Visto? Ora ditemi come questo pronostico possa rivelarsi poco accurato. Dopo aver raggiunto i playoffs, dopo 5 anni di astinenza, nel 2007, i Raptors, giovani e in crescita, erano attesi a fare un ulteriore salto di qualità nella stagione successiva. Ma invece hanno vinsto sei gare in meno e non hanno opposto troppa resistenza nel primo turno dei playoffs, perdendo in 5 partite contro gli Orlando Magic. “All’inizio dell’anno scorso pensavamo di aver migliorato la squadra,” ha detto a NBA.com il presidente di Toronto Bryan Colangelo all’inizio del training camp di quest’anno, “forse pensavamo di aver costruito una rosa più profonda. Ma alla fine, per qualche ragione, è mancata quella chimica che avevamo nel mio primo anno qui in Canada.” I sottovalutati del 2006-07 sono gli stessi sopravvalutati del 2007-08. Parte del problema era la controversia sul ruolo di playmaker titolare. T.J. Ford era i titolare in carica, ma Jose Calderon meritava maggiormente di guidare la squadra. E anche se Calderon ha giocato la sua migliore pallacanestro nelle 24 partite di metà stagione in cui Ford è stato fuori per infortunio, Ford tornò ad essere titolare per la fine della stagione e i playoffs. E, come risultato, la questione rimase ancora in sospeso, irrisolta. Alla fine, i Raptors zoppicarono fino ad arrivare ai playoffs, dove vennero eliminati velocemente. Molto deluso dal passo indietro che aveva fatto la sua squadra, Colangelo non esitò a dare una bella scossa alla situazione, raggiungendo un accordo con i Pacers nel giorno del Draft, a cui cedettero Ford, Rasho Nesterovic, Maceo Baston e la 17esima scelta del Draft in cambio O’Neal e la 41esima scelta. “T.J. aveva valore sul mercato,” ha detto Colangelo. “Alla fine abbiamo firmato un accordo per avere Jermaine, scartando così altre le altre quattro o cinque possibili opzioni avevamo a disposizione, perché pensavamo che fosse l’affare giusto per andare avanti.” Sulla carta, O’Neal è quello di cui i Raptors hanno bisogno. “Soprattutto, l’anno scorso non siamo stati una buona squadra a rimbalzo,” ha ammesso Colangelo. “Prendendo un giocatore che storicamente va in doppia cifra di media a rimbalzo e mettendolo di fianco a Bosh, che fa lo stesso, abbiamo istantaneamente aumentato di molto la nostra forza a rimbalzo.” E questa non è una situazione come quella creatasi tra Randolph e Curry a New York, dove due lunghi con le stesse caratteristiche e le stesse abilità, erano stati messi a giocare fianco a fianco. Bosh dà il meglio di sé dal post alto, O’Neal dal post basso, e non è nemmeno un buco nero. Inoltre, l’abilità di segnare da dentro l’area di O’Neal, dà ai Raptors, che sono arrivati 27esimi nella speciale classifica dei punti segnati in area, un attacco più equilibrato. Di ritorno, la capacità di segnare da fuori dei suoi nuovi compagni di squadra (secondi nella lega nella percentuale da tre punti) sconsiglierà agli avversari i raddoppi su Jermaine, che avrà più spazio per attaccare dentro l’area. E’ una grande aggiunta… sulla carta. Ma Colangelo sa che le partite si vincono sul campo. E oltre a sperare che la sua squadra stia in salute, deve anche fare in modo che si crei una chimica di squadra affinché questa mossa dia i suoi frutti.” “Sarà compito del nostro coaching staff capire come meglio utilizzare queste due grandi individualità,” ha dichiarato, “e incorporare tutti gli altri in una trama offensiva globale.” Aggiungete questo nella lista dei se. Il Giocatore da Tenere d’Occhio Andrea Bargnani era nella categoria dei “da tenere d’occhio” anche l’anno scorso, ma i pochissimi miglioramenti che ha mostrato quest’anno hanno riportato la prima scelta assoluta del Draft del 2006 nella categoria a cui ancora appartiene. “Guardando all’anno scorso,” ci ha detto Bryan Colangelo, “la mancanza di progressi da parte di Andrea è stata sicuramente una delle delusioni maggiori.” Ad essere onesti, va detto che Bargnani l’anno scorso ha avuto problemi anche per colpa di una deviazione al setto nasale e di una ingrossamento delle adenoidi, sistemando entrambi i problemi con una operazione solo in Maggio. In ogni caso, la transizione dall’essere un rookie all’essere un secondo-anno è, in genere, la migliore opportunità per un giocatore di sfruttare quello che l’esperienza gli ha insegnato mostrando miglioramenti nel suo gioco. Colangelo ha deciso di investire la prima scelta assoluta del Draft del 2006 su Andrea, invece di puntare su LaMarcus Aldridge, Brandon Roy o Rudy Gay, perché nessuno di questi ha la stessa combinazione di taglia e abilità che ha Bargnani. Ma brevi e sparuti sprazzi di talento non sono più accettabili. I Raptors sono pronti a vincere adesso, e hanno bisogno che Bargnani sia costante per poter realizzare tutto il suo potenziale. La sua crescita è il fattore X di Toronto. Con Jermaine O’Neal, la pressione del posto in quintetto in una squadra da playoffs non graverà sull’italiano. Quest’anno, sa qual è il suo ruolo fin dall’inizio. E l’aver visto un Bargnani rigenerato e motivato in alcuni allenamenti informali prima del training camp, ha reso Colangelo ottimista. “Vedrete un Andrea Bargnani più grosso, più forte, più sicuro di sé,” ci ha confidato Colangelo. “E’ in perfetta forma, si vede che ha sfruttato l’estate appieno per rinforzarsi ed arrivare al camp in grandi condizioni, senza problemi fisici.” Questo potrebbe essere un buon augurio per i Raptors Scouting Report * Toronto probabilmente disponde della terza migliore rosa di talenti della Eastern Conference. * L’addizione di Jermaine O’Neal dovrebbe togliere un po’ del carico offensivo dalle spalle di Bosh. La chiave sta nel tenerli tutti e due in salute. Entrambi nelle ultime due stagioni hanno saltato numerose gare a causa di infortuni cronici. * I Raps l’anno scorso si sono affidati eccessivamente a Jamario Moon pagandone il prezzo, poiché spesso con lui in campo in attacco era come giocare 4 contro 5. * Jose Calderon è pronto a guidare una squadra come play titolare, e se riuscisse a tenere lo stesso rapporto assist-palle perse più o meno ai livelli dell’anno scorso, guarderemo a lui come il nuovo playmaker alla Stockton/Nash. *Jason Kapono è ancora una micidiale arma in un’uscita dalla panchina, e in difesa non è poi così male come dicono. * Andrea Bargnani ha ancora il potenziale per diventare uno dei migliori europei ad aver giocato nella lega, sempre che Mitchell si decida a smettere di essere eccessivamente duro con lui e incominci di dare al ragazzo le chance che si merita. * I Raptors hanno molto talento in squadra, ma finchè non costruiranno una mentalità difensiva più concreta, otterranno sempre meno di quello che potrebbero.