La pressione non spaventa Gallinari

largeSicuramente, a New York sarà dura. Danilo Gallinari, però, è certo di essere pronto essendo stato abituato alla pressione già nel suo passato a Milano.

Specialmente perché indossava lo stesso numero di un gigante del basket italiano – che ora, guarda caso, è il suo nuovo coach.

Gallinari ha già provato di essere degno di vestire la maglia numero 8 che fu di Mike D’Antoni e spera di riuscire a convincere i tifosi che lo hanno fischiato la notte del Draft quando ha ricevuto la maglia dei Knicks con lo stesso numero per la prossima stagione.

“Penso siano due mondi differenti”, ha detto il 19enne Gallinari al training center dei Knicks. “C’è molta pressione a Milano e ce n’è molta a New York. Per cui, pur essendo in posti diversi, non noto la differenza”.

Non sarà certo facile. I tifosi al Draft hanno fischiato pesantemente quando i Knicks hanno scelto Gallinari con la sesta scelta totale, ma non sarà niente paragonato a quanto accadrà se non dovesse disputare una stagione di buon livello.

“Penso che Danilo, Mike e io abbiamo capito che dovrà dare una risposta a tutte quelle domande con il gioco, sappiamo ch è un giovane giocatore come tutti gli altri rookie e che migliorerà gradualmente”, ha dichiarato il presidente dei Knicks, Donnie Walsh.

Walsh ha anche aggiunto di avere avuto forti raccomandazioni dall’ex coach Isiah Thomas che, dopo un viaggio in Europa, ha parlato delle qualità caratteriali di Gallinari nonostante la giovane età.

“In pratica, nelle fasi finali della partita, davano la palla a lui e lui faceva il gioco”, ha sottolineato Walsh. “Per un ragazzo è una cosa enorme ed è inusuale”.

Giocare sotto D’Antoni potrebbe aiutare Gallinari a entrare nel mondo NBA. D’Antoni è stato una stella e ha vinto un campionato da allenatore in Italia, dove è stato compagno di squadra del padre di Gallinari, Vittorio. Al telefono dopo il Draft, D’Antoni ha iniziato la conversazione in un italiano ancora buono, ha riferito Danilo Gallinari.

“Ha giocato molti anni in Europa e in Italia. Quindi, sa da dove arrivo. Probabilmente è l’uomo giusto per aiutarmi, i coach giusto”, ha sottolineato Gallinari.

Il giocatore non conosce bene D’Antni, ma sa chi è e chi è stato. Quando è arrivato in squadra a Milano, ancora teenager, ha chiesto il numero 8 e gli è stata sempre ricordato che “Mike D’Antoni è una leggenda a Milano”.

“Questo mi ha sempre messo pressione”, ha dichiarato.

Contrariamente a Kobe Bryant, che era solito usare il numero 8 proprio in onore di D’Antoni, la scelta di Gllinari non ha mai avuto a che vedere con il suo nuovo coach. Ha scelto il numero della sua data di nascita, l’8 agosto 1988.

I Knicks sono convinti che Gallinari sia perfetto per il sistema di gioco di D’Antoni per la sua abilità nel tiro da fuori. Alto 6 piedi e 8, anche se Walsh afferma sia vicinissimo ai 6 e 10, Gallinati ha avuto una percentuale del 40% da tre la scorsa stagione con l’Armani Jeans e una media punti di 17.5 nella Serie A italiana.

L’attacco di D’Antoni richiede tiratori da ogni posizione e Walsh ha riconosciuto che i Knicks non ce li hanno. Probabilmente Gallinari potrebbe essere usato come un’ala forte per il tiro dal perimetro, come faceva Shawn Marion con D’Antoni a Phoenix, dove lo ha trasformato in un giocatore da All-Star.

“È un ottimo tiratore”, ha dichiarato Walsh. “Penso possa abbinare l’abilità nelle entrate a quella nel tiro da fuori. Penso che per un ragazzo così grande si tratti di una combinazione quasi letale una volta affinata”.


By Brian Mahoney di AP


Pubblicato domenica 29 giugno 2008