Tre italiani, Zero punti
24 minuti scarsi, 6 tiri, 0 punti: è questo il bilancio complessivo della truppa azzurra nella notte NBA: per ragioni diverse, gli esordi stagionali di Bargnani, Gallinari e Belinelli hanno lasciato l’amaro in bocca agli appassionati italiani. Il meno deluso è senza dubbio il Gallo, per il quale rappresenta una piccola vittoria (contro la schiena e le chiacchiere sulla D-League) solamente il fatto di aver messo piede sul parquet. Tre minuti e 32 secondi: tanto per vedere l’effetto che fa e sentire propria la vittoria sugli Heat. Tre minuti e mezzo, del resto, sono meglio di niente: lo sa bene Marco Belinelli, confinato nuovamente nel ruolo di spettatore da Don Nelson. Inutile però cercare di comprendere le scelte dell’allenatore dei Warriors: tanto per fare un esempio, come si può giustificare il fatto che C.J. Watson sia stato chiamato a gestire il possesso decisivo della sfida contro gli Hornets dopo aver giocato la miseria di 78 secondi fino a quel momento? Meglio andare oltre. Andrea Bargnani almeno il tempo per fare qualcosa di buono lo ha avuto: quasi 20 minuti sul parquet non sono però stati sufficienti per segnare un singolo punto. Il Mago ha sbagliato le 4 conclusioni tentate e un paio di stoppate, altrettanti assist e 5 rimbalzi non bastano per mitigare la brutta serata (né sono sufficienti le attenuanti legate all’arrivo di Jermaine O’Neal e al nuovo ruolo di sesto uomo). Per quanto fosse lecito attendersi qualcosa di più, ci consoliamo col fatto che il tempo per rimediare non manchi.
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